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Giungle e citta' deserte offrono al Sudest Asiatico l’opportunita' di ritornare al turismo sostenibile. Le riflessioni di alcuni esperti del settore.

Se c’è una cosa che abbiamo imparato da questo particolare periodo è che le destinazioni devono focalizzarsi sulla sostenibilità come tema cardine dell’agenda per tornare a prosperare. E' necessario un cambio di mentalità: dalle Americhe all'Oceania, passando per Africa ed Europa. In questo articolo - che prende spunto dal sito Skift - vogliamo però concentrarci sull'Asia, il continente che più di tutti negli ultimi anni ha visto un incremento considerevole di visitatori e quindi di spostamenti.

In Asia, in questo breve tempo in cui milioni di turisti si sono allontanati dalle destinazioni più popolari a causa dei divieti e della pandemia, sempre più animali si sono fatti vedere sulle spiagge deserte e le acque calme, in quantità decisamente superiore alla media degli ultimi decenni. Le coste deserte di Phuket stanno assistendo al numero più alto nelle ultime due decadi di uova di tartaruga liuto, mentre i dugonghi sono stati avvistati nelle acque di Trang. E ancora, ad Angkor Wat, in Cambogia, era un’impresa trovare il momento per scattare una foto senza avere visitatori sullo sfondo o nell’inquadratura mentre ora la sfida è riuscire a trovare qualcuno che girovaga fra queste antiche rovine.

Osservando con curiosità e serenità queste scene, gli operatori turistici si stanno chiedendo: "Il CoronaVirus può rappresentare un punto di svolta per il modello turistico del Sud-est Asiatico?"

 

­ Credo che avere la terra e non rovinarla
sia la più bella forma d'arte che si possa desiderare. ­

Andy Warhol

 

ASIA, E' TEMPO DI SISTEMARE LE COSE

Mentre l’attuale pandemia ha cambiato improvvisamente i flussi incontrollati del turismo di massa, la scomparsa di prenotazioni e arrivi ha messo a nudo molte questioni portate alla luce dalla implacabile ricerca di viaggiatori. Invece di cercare di ristabilire lo statu quo, i cultori del turismo sostenibile sono convinti che questo sia il momento giusto per governi e stakeholders del settore per pianificare e pensare a come si vuole avere la ripresa, quando ci sarà.

"Senza dubbio tartarughe liuto, dugonghi e Angkor Wat quasi vuoto saranno un fortissimo richiamo per tutta la regione" - sostiene Willem Niemeijer, CEO e fondatore di Yaana Ventures, proprietari di una collezione di strutture eco-sostenibili in Asia. "Ankgor non ha nessun turista al momento e come lo possiamo tenere così autentico? Abbiamo davanti una grande opportunità per attirare la prima onda di ripartenza, promuovendo il turismo sostenibile senza fare gli errori del passato", continua.

 
Angkor Wat | Turismo Responsabile Viaggigiovani.it
 

Credit:

Shutterstock
 

Un’altra voce chiamata in causa, Nicolas Dubrocard, direttore del Audit Diagnostic Solutions Tourism, è scettica sulla possibilità che stati come la Thailandia riescano a fare una decisa svolta verso il turismo sostenibile, essendo concepiti per accogliere un numero sempre maggiore di visitatori. Una volta che le restrizioni al viaggiare saranno terminate e i turisti stranieri potranno nuovamente affluire nuovamente nel paese, Dubrocard è preoccupato che l’industria turistica, alquanto in difficoltà e al limite della sopravvivenza, possa inevitabilmente tornare a dare più peso alla quantità piuttosto che alla qualità. "Troppi membri dello staff di alberghi e servizi sono disoccupati quindi la priorità dei governi sarà quella di far ripartire il turismo per salvaguardare il settore" prosegue. "La sostenibilità potrebbe non essere la priorità nei programmi di governo se comparata alla necessità di ripristinare posti di lavoro".

Le sensazioni di Dubrocard sono condivise anche dal General Manager del Consiglio Mondiale Turismo Sostenibile, Roy Ariel: "La crisi del Coronavirus offre una grande possibilità al SudEst Asiatico, in termini di rinascita sostenibile, ma i governi e le varie imprese del settore coglieranno l’opportunità?". Ariel però vede un barlume di speranza nell’operato degli enti del turismo dei vari paesi, che, a differenza del settore privato, sono meno vulnerabili da un punto di vista finanziario e quindi più propensi ad uno sviluppo di piani sostenibili non puntando solamente al profitto. Secondo Ariel, le autorità competenti in Thailandia hanno espresso il desiderio di usare questa crisi come trampolino di lancio per progetti in cui la sostenibilità sarà la regola, e non una sporadica eccezione, aiutando così anche le comunità più piccole.

 

ASIA, REINVENTARE L’IMMAGINE DELLE ATTRAZIONI PIU' POPOLARI

Le destinazioni più popolari del Sudest Asiatico che fino a poco tempo fa attiravano orde di visitatori saranno quelle che avranno il maggiore impatto nella ripartenza, quando la crisi del turismo finirà. Isole come Bali e Phuket, sempre più desiderate dai turisti ma ripudiate dai locali (per il caos ed i prezzi ormai inaccessibili), difficilmente saranno le prime scelte per il turismo domestico. La famosa spiaggia di Kuta a Bali, ormai ridisegnata per i ritmi e stili occidentali, dovrà completamente reinventarsi per attirare i locali. Con la maggior parte dei viaggiatori che cercherà di riconciliarsi con la natura dopo tutto questo tempo isolati in casa, è molto più probabile che si vadano a cercare destinazioni come Uluwatu o Ubud (ed i suoi dintorni) - evitando magari i loro centri cittadini - con tanti spazi aperti attorno, piuttosto che ammassarsi in un luogo ristretto. Anche se noi crediamo che

Gli esperti del settore si esprimono: “Potremo un giorno tornare ad avere i numeri pre-crisi ma l’esperienza del viaggiatore deve andare a braccetto con la conservazione della natura”. Per fare in modo che succeda proprio così sarà fondamentale uno sforzo congiunto di privati, autorità ed enti pubblici per operare in sinergia e gestire al meglio i visitatori alle varie attrazioni turistiche. Sarebbe attuabile una politica con biglietti contingentati per attrazioni come Angkor Wat e il Grand Palace di Bangkok, oppure l’istituzione di un santuario per le tartarughe liuto in modo da limitare l’accesso alla spiaggia.

Anche Dubrocard è sulla stessa linea di vedute: “Offrire il privilegio di vedere questi animali al ritorno nelle aree turistiche potrebbe anche portare alla riduzione del numero di persone che possono godere di qualche spettacolo della natura, pagando di più però per accedere ad alcune aree protette. Questo stop improvviso al turismo offre anche la possibilità di lanciare destinazioni che sono sempre state in ombra. Ariel commenta: “La dispersione dei viaggiatori su più paesi è quanto di più prezioso si possa avere in ottica di un turismo sostenibile e per combattere allo stesso tempo il turismo di massa. Alcune destinazioni potrebbero diventare improvvisamente molto più attraenti.” E molto probabilmente lo diventeranno secondo noi. Il Komodo National Park o isole come Flores in Indonesia potranno essere preferite a Bali e le Gili, come allo stesso modo per tante altre località del Vietnam e della Thailandia.

 
Komodo Island Indonesia | Turismo Responsabile Viaggigiovani.it
 

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“Adesso è ancora più chiaro – prosegue Ariel – che la mancanza di biodiversità e il commercio illegale di animali sono due aspetti molto pericolosi che non possono essere ignorati se si vuole evitare un futuro diffondersi di malattie. I governi dovrebbero reprimere sia il commercio illegale che lo sfruttamento di animali ma allo stesso tempo proteggere la biodiversità ed i sistemi naturalistici per garantire un futuro più roseo del turismo, in particolare a quello sostenibile”.

Tutte queste sono sicuramente necessarie riflessioni. Nell'attesa di tornare a viaggiare, anche noi di Viaggigiovani.it ci stiamo domandando come poter essere più consapevoli e rispettare il nostro Pianeta, per uno sviluppo sostenibile ed un'economia il più possibile circolare.

 

­ Ogni individuo ha il potere di fare del mondo un posto migliore. ­

Sergio Bambarén

 

Scritto da:Xinyi Liang-Pholsena on Skift Tradotto da: Luca Zanon

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Le nostre destinazioni

Per ogni destinazione, proponiamo itinerari non standardizzati, associati ad uno o più stili e modi di viaggiare.

 
viaggi skyline arancio 2020
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