Scopri con Viaggigiovani.it le tante sorprese che il Costa Rica ha in serbo per te!
Riguardo il Costa Rica quasi certamente avrai sentito parlare di “pura vida“. Probabilmente saprai anche che la biodiversità del Paese è tra le più spiccate al mondo e, probabilmente, saprai perfino che molto tempo fa il paese ha abolito l’esercito. Ma al di là di queste informazioni alquanto basilari, che cosa conosci davvero del paese dei Ticos? Prendi una tazza del tuo caffè costaricano preferito e accomodati: qui di seguito potrai leggere 11 fatti del Costa Rica che ti stupiranno.
Scopri con Viaggigiovani.it le tante sorprese che il Costa Rica ha in serbo per te!
Riguardo il Costa Rica quasi certamente avrai sentito parlare di “pura vida“. Probabilmente saprai anche che la biodiversità del Paese è tra le più spiccate al mondo e, probabilmente, saprai perfino che molto tempo fa il paese ha abolito l’esercito. Ma al di là di queste informazioni alquanto basilari, che cosa conosci davvero del paese dei Ticos? Prendi una tazza del tuo caffè costaricano preferito e accomodati: qui di seguito potrai leggere 11 fatti del Costa Rica che ti stupiranno.
1. L'animale nazionale del Costa Rica non è quello che ti aspetteresti
Le scimmie sono tra i mammiferi più comuni di questo paese, ma non sono la scimmia cappuccina, il ragno, lo scoiattolo o l’aluatta a sedere sul trono del Costa Rica come “animale nazionale”. Chi lo occupa è, invece, il cervo dalla coda bianca. Si, proprio Bambi! Si può dire che ci sia un cervo ogni 1.000 colones (le banconote costaricane).
Avrai più possibilità di vedere una delle tante dispettose scimmie che un cervo dalla coda bianca, essendo questi ultimi molto schivi e riservati. Arriva fino al Manuel Antonio National Park (tieni d’occhio la borsa – le scimmie cappuccine e i coati sono curiosi!) o al Corcovado sulla penisola di Osa, e sarai proprio nel vivo del Costa Rica selvaggio e pullulante di vita.

Cervo dalla coda bianca del Costa Rica | Shutterstock
2. Gli zoo e i parchi qui sono differenti
Il Costa Rica è un colosso della biodiversità e della salvaguardia ambientale. Nel 2013, il Ministro dell’Ambiente fece nascere un movimento per “rinforzare l’idea di interagire in modo naturale con la biodiversità nei parchi botanici”. L’idea era quella di non far crescere nessun animale in cattività, a meno che non venisse precedentemente soccorso e riabilitato.
La prima prova, volta a rendere tutti gli animali liberi, perse la sua battaglia nei tribunali, ma la consapevolezza costruita dallo sforzo portò a rimodellare gli zoo e a creare habitat più grandi e più naturali. I centri di riabilitazione sono cresciuti in tutto il paese e operano per salvaguardare una varietà di animali (dai formichieri, ai bradipi e perfino i giaguari) per farli tornare in forze e poi liberarli in natura.
3. Non dovrai preoccuparti di scegliere una costa piuttosto che un'altra...
Trascorri le prime ore della giornata con l’alba caraibica, magari surfando la Salsa Brava (la famigerata onda) e poi recati a Manuel Antonio per un tramonto sul Pacifico e un po’ di tempo libero con una degna festa – tutto nello stesso giorno.
Certo, il viaggio durerà circa sette ore, ma se partirai presto (e terrai da parte del tempo per le interessanti fermate lungo la strada come il vulcano Poás e gli allucinanti giardini a Zarcero), sarai sotto il sole tutto il giorno.
4. ...o preoccuparti di quando visitare il Costa Rica
Non esiste un vero e proprio “cattivo periodo” per visitare il Costa Rica. È vero, troverai più turisti da dicembre ad aprile, ma il resto dell’anno è caratterizzato dall’esplosione di colori delle piante del paese. Sarà più umido, ma il paese è in piena fioritura, e ci sono meno persone in giro con le quali doverlo condividere.
E se te lo stavi chiedendo, il tempo non gioca affatto seguendo delle precise regole. La valle centrale di San José potrebbe trovarsi a 25 gradi con una leggera brezza, mentre gli altopiani potrebbero invece risultare molto più freschi. Le zone delle pianure del nord, come Guanacaste e la penisola di Nicoya, saranno più secche e calde. Anche se il paese è relativamente piccolo, troverai una mezza dozzina di zone climatiche dall’oceano alla montagna fino al mare e ritorno.
5. Hai senza dubbio già assaggiato il caffè del Costa Rica
Il Costa Rica è stato costruito sul caffè. El grano de oro – il “grano dorato”, come è noto qui – ha alimentato gran parte dello sviluppo iniziale del paese. Nell’Ottocento, i potenziali agricoltori potevano persino avere un appezzamento gratuito se avessero previsto di utilizzarlo per coltivare il caffè. L’amatissimo chicco era una fonte importante per i fondi del Teatro Nazionale di San José ed il caffè continua a essere, ancora oggi, un tipo di coltura molto comune e un guadagno certo.
Nelle strade sentirai che viene chiamato yodo o yodito (“un pochino di iodio”). Il metodo più tradizionale di preparazione (e il migliore, a nostro parere) è quello di usare un chorreador, un piccolo marchingegno che utilizza come filtro un sacchetto a maglia sottile appeso a un telaio in legno. Le varietà del caffè differiscono nella sfumatura del sapore a seconda dell’elevazione e della composizione del suolo, anche se la maggior parte di esse presenta un caratteristico corpo setoso, con una gamma di sapori che va dal fruttato croccante al cioccolato affumicato.

Il caffè, il “grano dorato” | Vlad D on Unsplash
6. In Costa Rica vivono ben 8 gruppi etnici originari del Paese
I Boruca, i Bribri, i Cabécar, i Guaymí, gli Huetar, i Maleku, i Matambú e i Térraba sono tutti riconosciuti dal governo e lentamente questi gruppi stanno reclamando i loro diritti, le loro terre, le loro lingue e il loro patrimonio culturale. La legge indigena è stata approvata nel 1977 e nel 2007 anche il Costa Rica ha firmato la dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni.
Oggi, solo circa 65.000 costaricani riconoscono di avere origini indigene, ma il fatto che sono meno del 2% della popolazione non impedisce loro di portare avanti le proprie tradizioni. Quando ti trovi in Costa Rica, dai un’occhiata alla Fiesta de los Diablitos (Festa dei Piccoli Diavoli) che dura tre giorni, o trova il tempo per vedere la Riserva Indigena Kekoldi – vicino a Cahuita, sulla Costa dei Caraibi – per una lezione su come si fa il cioccolato e per vedere in prima persona il progetto di ripopolazione dell’iguana verde.
7. Il Gallo Pinto è un piatto leggendario
Molti paesi in tutto il mondo sostengono di aver inventato il riso con i fagioli. Ignorateli. La leggenda del Costa Rica, o almeno una di esse, attribuisce il Gallo Pinto, che è un piatto nazionale, a Don Bernabé. La storia racconta che l’uomo stava ingrassando da mesi e tenendo da parte tre pregiate galline per cucinarle alla festa natalizia della città. La stella del trio era il suo gallo maculato, o “gallo pinto”. Poiché il pettegolezzo sul succulento piatto venne ben presto spifferato ai quattro venti, una grandissima folla cominciò a riversarsi nella dimora di Don Bernabé, che con ansia attendeva di assaggiare la prelibata carne. I cittadini furono ben presto in numero troppo elevato per poter assaggiare anche un solo pezzettino di pollo. Fu così che Don Bernabé rapidamente improvvisò il pasto friggendo montagne di riso bianco e fagioli neri, per nutrire, o forse distrarre, la massa.
Indipendentemente dalle sue origini, è bene dire che ciò che distingue il Gallo Pinto costaricano dalle sue imitazioni altrove si riduce ad un ingrediente chiave: la Salsa Inglesa, una salsa molto saporita e tipica del Paese. Sulla costa caraibica del Costa Rica, anche il latte di cocco e il peperoncino sono incorporati nel piatto, rendendoli essenzialmente due piatti diversi.
8. Il Re del Caplypso viveva in Costa Rica, a Cahuita
Walter “Gavitt” Ferguson, conosciuto semplicemente come Gavitt, resta tutt’ora il re del calypso di Cahuita. Per decenni è rimasto in sordina, suonando con chitarre in prestito e vendendo la sua musica su cassetta ai turisti che passavano vicino a casa sua, appena fuori dal Parco Nazionale di Cahuita.
Poi, nel 2002, a Gavitt fu offerta un’opportunità professionale di registrazione al Papaya Music a San José. Rifiutò l’offerta di viaggiare nella capitale, quindi il Papaya Music impacchettò le proprie attrezzature e si diresse verso Cahuita. Costruirono una sala di registrazione nella casa di Gavitt usando materassi e tappeti per isolarla (smorzando gli schiamazzi dei suoi pappagalli e dei suoi cani). La sfida si rivelò proficua, e Babylon diventò il primo album di Gavitt a raggiungere un riconoscimento nazionale e internazionale.
Da allora, la diffusione della musica calypso ha conosciuto un’impennata. Nel 2012, il governo del Costa Rica ha approvato un decreto esecutivo che ha dato un riconoscimento particolare alla musica come parte dell’identità culturale e storica del paese.
9. I Quaccheri dell'Alabama hanno aiutato lo sviluppo della Monteverde Cloud Forest
Oggi, la Monteverde Cloud Forest è un centro di biodiversità e fauna selvatica che ospita più di 2.500 specie di piante e un grande tracciato turistico. Ma nel 1951, parti di questa zona assomigliavano più ad un villaggio di quaccheri. Undici famiglie americane infatti, avevano lasciato le loro case in Alabama in cerca di uno stile di vita pacifista ed avevano trovato in Costa Rica il loro ambiente ideale. Continuarono quindi a vivere fuori dal paese, usando strutture preesistenti e conducendo vite semplici.
Negli anni ’70 la comunità diventò progressivamente più attiva nella salvaguardia dell’ambiente, alimentando lo sviluppo dell’ecoturismo nella zona (no, l’ecoturismo non è una cosa nuova). La Monteverde Cloud Forest rientra per i visitatori del Costa Rica nell’elenco delle cose da fare prima di morire. Anche tu potresti muoverti attraverso la lussureggiante foresta su sentieri sospesi o, se hai voglia di avventura, fare un giro in zipline attraverso la nebbia fitta che carezza la montagna. Con un po’ di fortuna, potresti anche essere in grado di dare una sbirciatina al furtivo quetzal, uno degli uccelli più difficili da individuare nell’area, venerato per il suo piumaggio brillante che è un mix di turchese iridescente e di rosso scintillante.

La Monteverde Cloud Forest | Angela Erick on Unsplash
10. Qui "soda" non è intercambiabile con "bevanda gassata"
Anche se potresti facilmente ottenere una Fanta presso una “soda”, questi locali sono ben più di questo. Soda è il termine generico che definisce i chioschi nascosti che distribuiscono i piatti tipici del Costa Rica, e li vedrai in tutte le città di tutto il Paese. I soliti sospetti sul menu comprendono gallo pinto (vedi sopra), casados (carne, riso e fagioli neri) e patacones (banane verdi croccanti e salate).
Ma soprattutto, non dimenticare di risciacquare la bocca con uno dei tanti naturales o refrescos del menu delle bevande. Questi succhi di frutta naturali vengono preparati con tonnellate di sapori, evidenziando l’abbondanza di frutti tropicali del paese. Papaya, ananas e mora sono solitamente i preferiti, ma fai attenzione alla versione stagionale del drink al mango verde, il cas, che ti farà corrugare le labbra, ma allo stesso tempo si farà desiderare ancora e ancora.
11. In un singolo giorno, più di 100.000 tartarughe possono arrivare sulla spiaggia di Ostional
Durante l’arribada (un arrivo di massa) in Costa Rica, fino a 100.000 tartarughe Olive Ridley arrivano sulle spiagge isolate del Ostional National Wildlife Refuge, lasciando dietro di sé ben 10 milioni di uova. Le arribadas si verificano tutto l’anno, ma il picco è durante la stagione verde. Negli ultimi anni, soprattutto dopo il 2015, l’Ostional ha dovuto attuare norme più rigide, in quanto le arribadas attirano un sacco di turisti curiosi di assistere allo spettacolo naturale. Se ci vai, tieni bene a mente il tuo impatto e lascia la Costa Rica così come l’hai trovata.

Tartaruga, Ostional National Wildlife Refuge in Costa Rica | Daniel Lloyd Blunk-Fernández on Unsplash
Il nostro mondo è un vaso di Pandora, è un libro di migliaia di capitoli che nemmeno una vita intera ci permetterebbe di svelare e comprendere. Per citare un noto modo di dire, “non si smette mai di imparare” e questo vale soprattutto per i meravigliosi luoghi sperduti qui e là su questa terra, come il coloratissimo Costa Rica, che ci ha sorpresi un’altra volta.