Vuoi perché chi ama viaggiare partirebbe sempre. Vuoi perché Capodanno è una di quelle occasioni speciali in cui anche chi parte poco pensa: perché no? Vuoi perché è la scusa perfetta per scappare dal cenone, dai brindisi obbligati, dal conto alla rovescia in tv. Insomma, viaggiare a Capodanno ha qualcosa di speciale.
Ogni Capodanno è una soglia. Un istante in cui l’anno vecchio è già alle spalle e quello nuovo non ha ancora un volto. Di solito la attraversiamo in fretta, con un bicchiere in mano e il rumore dei petardi a coprire qualsiasi pensiero.
Chi viaggia a Capodanno la attraversa in un altro modo: a occhi aperti, magari senza capire una parola di ciò che dicono intorno. E succede che l’emozione del passaggio, quella strana miscela di bilanci e promesse che ci portiamo addosso a fine anno, trovi un paesaggio dove posarsi. Un tempio, un fiume, una montagna che l’anno non lo conta affatto.
Il nuovo inizio smette di essere una data e diventa un luogo.
Non è soltanto scegliere una piazza diversa per brindare davanti a un monumento famoso o per guardare i fuochi d’artificio da un’altra città. È salutare l’anno altrove, mentre si viaggia senza pensare al conto alla rovescia. Anzi, è vivere questo passaggio in modo diverso, magari in un paese che quel giorno non lo festeggia affatto. Perché, in effetti, siamo sicuri che sarà proprio Capodanno 2027 là dove desideriamo essere?
I Nomadi Moderni lo sanno: anche a Capodanno si parte per dare ai giorni un significato speciale!
L’obiettivo di un nuovo anno non è avere un nuovo anno. È che dovremmo avere una nuova anima e un nuovo naso; piedi nuovi, una nuova spina dorsale, nuove orecchie e occhi nuovi.
Gilbert Keith Chesterton

I festeggiamenti del nuovo anno | Jireh Foo on Unsplah
Ecco cosa troverai in questo articolo, tra suggerimenti sulle migliori mete per Capodanno 2027 e curiosità sui giorni e i modi diversi di vivere questo passaggio nei diversi paesi del mondo.
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Ogni Capodanno è una soglia. Un istante in cui l’anno vecchio è già alle spalle e quello nuovo non ha ancora un volto. Di solito la attraversiamo in fretta, con un bicchiere in mano e il rumore dei petardi a coprire qualsiasi pensiero.
Chi viaggia a Capodanno la attraversa in un altro modo: a occhi aperti, magari senza capire una parola di ciò che dicono intorno. E succede che l’emozione del passaggio, quella strana miscela di bilanci e promesse che ci portiamo addosso a fine anno, trovi un paesaggio dove posarsi. Un tempio, un fiume, una montagna che l’anno non lo conta affatto.
Il nuovo inizio smette di essere una data e diventa un luogo.
Non è soltanto scegliere una piazza diversa per brindare davanti a un monumento famoso o per guardare i fuochi d’artificio da un’altra città. È salutare l’anno altrove, mentre si viaggia senza pensare al conto alla rovescia. Anzi, è vivere questo passaggio in modo diverso, magari in un paese che quel giorno non lo festeggia affatto. Perché, in effetti, siamo sicuri che sarà proprio Capodanno 2027 là dove desideriamo essere?
I Nomadi Moderni lo sanno: anche a Capodanno si parte per dare ai giorni un significato speciale!
L’obiettivo di un nuovo anno non è avere un nuovo anno. È che dovremmo avere una nuova anima e un nuovo naso; piedi nuovi, una nuova spina dorsale, nuove orecchie e occhi nuovi.
Gilbert Keith Chesterton

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Ecco cosa troverai in questo articolo, tra suggerimenti sulle migliori mete per Capodanno 2027 e curiosità sui giorni e i modi diversi di vivere questo passaggio nei diversi paesi del mondo.
Il Capodanno non è uguale per tutti
La domanda è facile, ma la risposta non così scontata e inizia con un classico “Dipende”. Se ti chiedessero che anno è, risponderesti senza problemi. Eppure, la risposta cambia a seconda di dove si nasce e di dove ci si trova in questo momento. Qui siamo negli ultimi mesi del 2026 e il Capodanno 2027 sta galoppando verso di noi (a proposito, ti hanno già chiesto, vero, che farai all’ultimo dell’anno?).
Per il calendario gregoriano, il più diffuso al mondo, le cose sono chiare: il 31 dicembre l’anno vecchio finisce e il 1° gennaio ne comincia uno nuovo. Ma nel mondo convivono molti modi di misurare il tempo, e molte date in cui un anno ricomincia. Quando si viaggia non si attraversano solo i fusi orari: si attraversano giorni, mesi e perfino anni. E a Capodanno la differenza si vede ancora di più. In qualche riga, ti proponiamo di attraversare il mondo a suon di calendari e modi di contare gli anni del tutto diversi da noi. Sfoglia i giorni con noi.
In Georgia, e nelle Chiese ortodosse che seguono il calendario giuliano, il Natale cade il 7 gennaio e il “vecchio Capodanno” il 14. Però si festeggia anche il 1° gennaio, come da noi: l’anno nuovo, lì, si saluta due volte.
In Cina il calendario è lunisolare e il Capodanno cade tra fine gennaio e febbraio, con la Festa di primavera. Nel 2027 arriva il 6 febbraio e porta l’anno della Capra. Gli anni si contano da molto lontano: siamo attorno al 4724. Lo stesso periodo è Tet in Vietnam e Losar tra le montagne tibetane e nepalesi.
Nel calendario islamico il Capodanno, il Muharram, si sposta ogni anno: l’anno lunare è più corto di circa undici giorni, e così la data scivola all’indietro rispetto al nostro calendario. Il prossimo Capodanno arriverà all’inizio di giugno e sarà il 1449.
Nel calendario ebraico, il Rosh HaShanah cade tra settembre e ottobre, e il 5787 è appena cominciato.
In Nepal l’anno ufficiale è il Bikram Sambat e cambia a metà aprile: dal prossimo aprile sarà il 2084.
In India convivono calendari diversi e tanti Capodanno regionali, soprattutto tra marzo e aprile, mentre per la vita civile si usa il calendario gregoriano.
In Etiopia il Capodanno è stato l’11 settembre, come per i cristiani copti d’Egitto, ma non nello stesso anno: gli etiopi sono nel 2019, mentre i copti d’Egitto nel 1743. Per la vita civile l’Egitto usa il calendario gregoriano.
Persino in Guatemala, accanto al calendario civile, la tradizione maya custodisce ancora il Cholq’ij, un ciclo di 260 giorni.
La sensazione è quella di sentirsi insieme confusi e affascinati. Viaggiare a Capodanno significa anche ricordarsi che il tempo non è uno solo. Che incontreremo persone e luoghi in anni diversi dal nostro, estranei ai nostri ritmi, e che avremo l’occasione di vivere una delle date più simboliche al di fuori dei nostri schemi. E, al contrario, potremo trovarci a festeggiare nuovi Capodanno mentre per noi è semplicemente primavera o un inverno orientale.
Quindi è vero, il Capodanno si festeggia in date che dipendono da calendari, religioni e organizzazioni diverse. Eppure, il senso profondo del passaggio è simile ovunque. È un rito che ci lega ai ritmi naturali, ai cicli di vita e di morte che riguardano tutti. Parla della necessità di lasciare andare per accogliere, della vita come flusso, dell’importanza di festeggiare la vita.
Come si festeggia il Capodanno nel mondo
Già, festeggiare come? Non appena si fa chiarezza in un aspetto nascono nuove domande. Ci sono paesi che a mezzanotte brindano e basta, altri che corrono, mangiano, bruciano, ascoltano o aspettano qualcuno alla porta.
- Corrono in Sud America: in Colombia, Ecuador o Perù, poco prima di mezzanotte qualcuno esce di casa con una valigia e fa il giro dell’isolato di corsa. La valigia è vuota ma il rito contiene una speranza: chi corre con la valigia l’ultima notte dell’anno viaggerà per tutto l’anno nuovo. Un rito diventato ormai un gioco, un momento di divertimento, ma potrebbe essere adottato anche da noi Nomadi Moderni
- Mangiano uva in Messico: le persone assaggiano 12 chicchi d’uva, uno per ogni rintocco di mezzanotte. Un rintocco, un chicco, un desiderio. E non è così facile come sembra, perché i rintocchi corrono e i chicchi hanno i semi fastidiosi. Per chi ci riesce c’è la promessa di un anno dolce
- Bruciano l’anno vecchio in Ecuador: dal pomeriggio del 31 le strade si riempiono di pupazzi alti come persone, imbottiti di carta e vestiti con abiti usati: gli años viejos. A mezzanotte si danno alle fiamme, e con loro tutto quello che dell’anno non vogliamo portarci dietro
- Ascoltano 108 rintocchi in Giappone: nei templi buddhisti una grande campana viene battuta 108 volte, una per ognuno dei desideri che secondo la tradizione ci tengono legati. Gli ultimi colpi cadono tra un anno e l’altro. Si mangiano soba lunghissimi per augurarsi una vita lunga, poi ci si mette in fila per visitare il primo tempio dell’anno
- Aspettano il primo ospite in Georgia: come capita spesso da noi, qui il Capodanno si fa a tavola, con i brindisi guidati dal tamada, i gozinaki di noci e miele, il Nonno Neve al posto di Babbo Natale. Dopo mezzanotte conta chi entra per prima dalla porta: il mekvle porta con sé la fortuna dei dodici mesi, ed è raro che lo si lasci al caso
Le tavole di capodanno nel mondo
Ovunque, a Capodanno, il cibo smette di essere solo cibo e diventa un augurio. E lo fa con regole sorprendentemente simili. Ciò che è tondo somiglia a una moneta: lenticchie in Italia, in Cile e in Brasile, chicchi di melograno, dodici frutti rotondi sulle tavole delle Filippine. Ciò che è lungo promette una vita lunga: i soba giapponesi e i noodles cinesi, da non spezzare. Ciò che è dolce chiama un anno dolce, come i gozinaki di noci e miele in Georgia.
E poi c’è l’abbondanza: il pesce, perché in cinese il suo nome suona come “avanzo”, cioè di più di quanto serva, o i ravioli a forma di antichi lingotti. Mangiare in onore dell’anno nuovo è il modo più antico di provare a negoziarlo. Non possiamo controllarlo, ma a tavola cerchiamo di tenercelo buono e condividiamo con le persone vicine lo stesso auspicio. Per questo, da Trento a Tbilisi, a mezzanotte c’è sempre qualcuno che mette qualcosa nel piatto per chiedere all’anno di essere buono!
Viaggiare a Capodanno, allora, vuol dire scoprire non solo dove, ma anche come altri aspettano la mezzanotte. E ovunque il rito è sempre uno strumento per qualcosa di più grande: una speranza, la buona sorte, una promessa. La fine e l’inizio di qualcosa che ci si augura migliore. Proverai una di queste tradizioni per il prossimo Capodanno 2027?
Le migliori mete per il prossimo Capodanno
Viste le premesse, quelli a cui pensiamo per Capodanno non sono viaggi fatti di spiaggia, cocktail e caldo da vacanza esotica. Sono i nostri viaggi, quelli da Nomadi Moderni, con le scarpe ai piedi e la curiosità accesa. Anche in questi giorni restiamo quello che siamo: viaggiatori che vanno a cercare l’essenza di un paese e delle persone che lo abitano. Si viaggia insieme, si condividono le scoperte, si attraversano le città e ci si infila tra le meraviglie naturali. Esplorazione, scoperta, incontro. Cultura, tradizioni, natura. Ripetilo insieme a noi: il brindisi a mezzanotte non è obbligatorio.
L’anno si può salutare in mille modi, e uno dei più belli è trovarsi in un posto che lo vive a modo suo. Questi sono i luoghi in cui, in questo periodo, partiamo quasi sempre. Li attraversiamo anche qui, come fossero parte di un unico viaggio fatto di piccole impressioni: solo la premessa di ciò che potrai scoprire.
La partenza è dal Messico, dove le feste cominciano a metà dicembre con le posadas e non finiscono prima del 6 gennaio, con la Rosca de Reyes: settimane di luci, di colori, di tavole sempre apparecchiate. Poi la strada scende verso i templi maya nella foresta e, passato il confine, in Guatemala quel mondo non finisce, cambia forma: vulcani, laghi, mercati, il fumo dell’incenso che sale ancora nei riti maya come secoli fa.
Dall’altra parte dell’oceano c’è l’Egitto, dove l’inverno è gentile e il Nilo torna a essere una strada: le i grandi monumenti storici all’alba, il deserto di notte con il suo freddo e il cielo popolato di stelle. Il Natale copto arriva il 7 gennaio, quando per noi le feste sono già finite.
Basta spostarsi a ovest, lungo l’Africa, per ritrovare il deserto in Marocco, tra medine in cui perdersi, abbracciati dalla vivacità delle Città Imperiali, e dune dove il silenzio è materia viva. A metà gennaio anche qui si festeggia un altro Capodanno, quello del popolo amazigh.
Più a oriente, in India, il Rajasthan offre fortezze imponenti e paesaggi desertici. Altrove, i fiumi si svegliano nella nebbia dell’alba e, a metà gennaio, le feste del raccolto celebrano altri inizi, altri modi di salutare il tempo. Da lì si sale fino al Nepal, dove l’aria d’inverno è limpida, le montagne si lasciano vedere e si cammina tra villaggi e templi sotto l’Himalaya.
Ancora oltre, il Giappone ha il passo più raccolto del viaggio: le grandi città, veloci e moderne, si alternano a templi, neve e acque calde in cui scaldarsi dopo un cammino al freddo. Poi si scende a sud, nell’Indocina della stagione secca, tra templi, città e mercati. Qui il vero Capodanno, quello lunare, arriva a febbraio, poco dopo: chi parte in questi giorni assiste ai preparativi di una grande festa, e il viaggio finisce proprio dove un altro anno sta per cominciare.
Il primo giorno dell’anno
La mezzanotte è passata, i petardi sono finiti, e adesso? Quasi ovunque il primo giorno dell’anno non si festeggia, si accoglie. E quasi sempre l’accoglienza si gioca sulla soglia di casa.
In Giappone si esce all’alba per vedere il primo sole e poi si va al tempio, a chiedere un buon anno. In Scozia e in Georgia conta chi entra per primo dopo mezzanotte: porta con sé la fortuna dei dodici mesi, e infatti lo si sceglie con cura. In Grecia si rompe un melograno sull’uscio, in Danimarca il mattino dopo si trovano i cocci dei piatti lanciati dagli amici, e più sono, più sei amato. In Cina, nei primi giorni, non si spazza: si butterebbe fuori la fortuna insieme alla polvere.
Sono gesti diversi con la stessa idea: l’anno è un ospite, e va accolto bene. Si apre la porta, si lascia andare il vecchio, si fa spazio al nuovo, e si spera che non si fermi sull’uscio a guardarci.

Fú, “fortuna” o “prosperità”: una tradizione tipica del Capodanno cinese | Steve Long on Unsplah
Deve essere questo il bello di viaggiare a Capodanno: scoprire che il tempo può avere un altro ritmo, che le feste non sono uguali dappertutto e che un nuovo inizio può assomigliare a un paesaggio mai visto. I Nomadi Moderni lo sanno. In giro per il mondo c’è sempre un altro luogo da conoscere un altro paese da scoprire nei suoi diversi aspetti e i nostri viaggi di Capodanno nascono proprio da questo desiderio di mondo da vivere!