Il fascino di Samarcanda

Scritto da: Viaggigiovani.it

Ultima modifica: 11/08/2026

Creato: 24/06/2026

Il fascino di Samarcanda

In un angolo remoto dell’Asia, una delle città più antiche del mondo continua a incantare i visitatori. Famosa per le sue splendide cupole turchesi e le piazze monumentali, Samarcanda è una delle grandi città della Via della Seta, un tempo crocevia di commerci, cultura e idee.

A inventare la carta fu un cinese: un ingegnoso eunuco di nome Ts’ai Lun, colto dignitario di corte della dinastia Han. Fu a lui che venne l’idea di impastare scorze di gelso e germogli di giunco, detriti di canapa, riso e bozzoli del baco da seta. Le prime manifatture nacquero invece a Samarcanda, la città d’oro dell’Uzbekistan e centro di smistamento sulla Via della Seta per il quale la carta migrò in Occidente sotto il califfo Harun al-Rashid, personaggio delle Mille e una notte.

Se si vuole ricostruire la millenaria storia di mercanti e intellettuali, artisti e scrittori è a Samarcanda che bisogna andare. È in questo straordinario crocevia di merci e pensieri che affabulatori e vecchi cantastorie hanno saputo materializzare i pensieri degli analfabeti: uomini e gesta epiche salvati dall’oblio grazie alla parola, quando le storie venivano tramandate solo oralmente, poi fissate a imperitura memoria dalla scrittura.

Samarcanda è un posto speciale. Simbolicamente, rappresenta per gli scrittori il “ritorno a casa” proprio perché è uno dei luoghi cardine per la storia della trasmissione orale. Un viaggio qui diventa l’occasione per riflettere sulla forma breve, il racconto, che è il parente più prossimo dell’oralità. La distanza tra città del mito e città reale potenzia luoghi e cose fino a farle diventare materiale narrativo. Ecco allora che un mercato periferico e più di cento etnie che convivono tra quartieri sovietici e zone monumentali del periodo timuride sono i temi giornalieri di un’opera a tappe.

Samarcanda evoca racconti fantastici: capitale di regni persi tra steppe e deserti avvolti in un remoto mistero, talmente bella da aver ammaliato Alessandro Magno (che la chiamava Marakanda) e spinto Gengis Kahn a distruggerla, nel 1220, per impedire che potesse sgualcire l’anima dei suoi fieri soldati. Toccò a Tamerlano ricostruirla, più splendente di prima, nel 1370, fino a farla la più bella e ricca capitale dell’Asia.

­Per la bramosia di conoscere ciò che non andrebbe conosciuto,
percorriamo la Strada Dorata che porta a Samarcanda. ­

James Elroy Flecker

I dettagli di Piazza Registan, Samarcanda

I dettagli di Piazza Registan, Samarcanda | Shutterstock

Oggi è ancora magnifica. È uno dei luoghi abitati più antichi del pianeta, fondata nel 700 a.C., con monumenti perfettamente conservati tutelati dall’Unesco. Un esempio? Tre delle più importanti madrase dell’Asia centrale, le vecchie università islamiche custodi di animati mercati artigianali, si trovano qui, affacciate sul Registan, la piazza monumentale. La zona medievale ha vie strette e tortuose con case basse, abitata da tajiki, uzbeki e zingari, moschee e mausolei, cupole azzurre e maioliche colorate. Voglia di scoprire di più?

In un angolo remoto dell’Asia, una delle città più antiche del mondo continua a incantare i visitatori. Famosa per le sue splendide cupole turchesi e le piazze monumentali, Samarcanda è una delle grandi città della Via della Seta, un tempo crocevia di commerci, cultura e idee.

A inventare la carta fu un cinese: un ingegnoso eunuco di nome Ts’ai Lun, colto dignitario di corte della dinastia Han. Fu a lui che venne l’idea di impastare scorze di gelso e germogli di giunco, detriti di canapa, riso e bozzoli del baco da seta. Le prime manifatture nacquero invece a Samarcanda, la città d’oro dell’Uzbekistan e centro di smistamento sulla Via della Seta per il quale la carta migrò in Occidente sotto il califfo Harun al-Rashid, personaggio delle Mille e una notte.

Se si vuole ricostruire la millenaria storia di mercanti e intellettuali, artisti e scrittori è a Samarcanda che bisogna andare. È in questo straordinario crocevia di merci e pensieri che affabulatori e vecchi cantastorie hanno saputo materializzare i pensieri degli analfabeti: uomini e gesta epiche salvati dall’oblio grazie alla parola, quando le storie venivano tramandate solo oralmente, poi fissate a imperitura memoria dalla scrittura.

Samarcanda è un posto speciale. Simbolicamente, rappresenta per gli scrittori il “ritorno a casa” proprio perché è uno dei luoghi cardine per la storia della trasmissione orale. Un viaggio qui diventa l’occasione per riflettere sulla forma breve, il racconto, che è il parente più prossimo dell’oralità. La distanza tra città del mito e città reale potenzia luoghi e cose fino a farle diventare materiale narrativo. Ecco allora che un mercato periferico e più di cento etnie che convivono tra quartieri sovietici e zone monumentali del periodo timuride sono i temi giornalieri di un’opera a tappe.

Samarcanda evoca racconti fantastici: capitale di regni persi tra steppe e deserti avvolti in un remoto mistero, talmente bella da aver ammaliato Alessandro Magno (che la chiamava Marakanda) e spinto Gengis Kahn a distruggerla, nel 1220, per impedire che potesse sgualcire l’anima dei suoi fieri soldati. Toccò a Tamerlano ricostruirla, più splendente di prima, nel 1370, fino a farla la più bella e ricca capitale dell’Asia.

­Per la bramosia di conoscere ciò che non andrebbe conosciuto,
percorriamo la Strada Dorata che porta a Samarcanda. ­

James Elroy Flecker

I dettagli di Piazza Registan, Samarcanda

I dettagli di Piazza Registan, Samarcanda | Shutterstock

Oggi è ancora magnifica. È uno dei luoghi abitati più antichi del pianeta, fondata nel 700 a.C., con monumenti perfettamente conservati tutelati dall’Unesco. Un esempio? Tre delle più importanti madrase dell’Asia centrale, le vecchie università islamiche custodi di animati mercati artigianali, si trovano qui, affacciate sul Registan, la piazza monumentale. La zona medievale ha vie strette e tortuose con case basse, abitata da tajiki, uzbeki e zingari, moschee e mausolei, cupole azzurre e maioliche colorate. Voglia di scoprire di più?

Prima di iniziare: un breve riassunto della storia di Samarcanda

Samarcanda vanta ben 2.700 anni di storia, che includono un ruolo importante nell’antica Via della Seta e una posizione cruciale come quartier generale del spietato e potente condottiero Tamerlano, che conquistò l’Asia occidentale, meridionale e centrale, facendo di Samarcanda la capitale del suo impero. Sì, qui la storia affonda radici profonde, con una ricchezza di leggende e racconti e una cultura tutta sua. In parte russa, in parte persiana, in parte asiatica, Samarcanda è diversa da qualsiasi altra parte dell’Asia!

Non esistono prove scientifiche che indichino con esattezza quando sia stata fondata Samarcanda, anche se alcune teorie suggeriscono che la città risalga già all’VIII-VII secolo a.C. In questa zona sorgeva l’insediamento di Afrasiyab, per poi passare sotto il dominio della dinastia persiana degli Achemenidi, poi di Alessandro Magno, della dinastia persiana dei Sasanidi, dei Turchi, dei Mongoli e così via. Ma il periodo più significativo nella storia di Samarcanda fu l’era di Amir Timur.

Ed è proprio per questo motivo che non si può parlare di Samarcanda senza comprendere la storia di Amir Timur (Tamerlano, Timur Lang o Timur lo Zoppo, come è noto ai più), la figura più importante della storia uzbeka. Nato a Shahrisabz, a circa 80 km da Samarcanda, nel 1370 fondò l’Impero timuride. Per circa un secolo, la dinastia timuride governò gran parte dell’Asia centrale, dell’Afghanistan, dell’Iran e del Caucaso meridionale. Samarcanda ne fu la capitale fino alla morte di Timur, dopodiché la capitale fu trasferita a Herat. La dinastia timuride perse gradualmente i propri territori e, dopo il XV secolo, l’Impero si frammentò in diversi emirati.

L’Impero timuride subì forti influenze dalla Persia, visibili nell’architettura stessa di Samarcanda e di altre città. La maggior parte degli splendidi edifici della città che oggi ammiriamo furono costruiti durante il regno di Tamerlano o dei suoi discendenti. Dopo questo periodo, Samarcanda fece parte di vari khanati, fino a quando la Russia zarista e poi l’Unione Sovietica non conquistarono l’intero Uzbekistan.

Trattandosi di una delle città più antiche della storia dell’umanità a essere stata abitata ininterrottamente, visitare Samarcanda è come essere trasportati indietro nel tempo in un’altra epoca. Le sue strade polverose e desertiche hanno visto passare personaggi leggendari, da Gengis Khan a Tamerlano. Personaggi del calibro di Marco Polo e Ibn Battuta hanno calpestato il suo suolo maestoso e si sono lasciati incantare dalla sua magnificenza. Incredibile, no?

Qual è il significato di Samarcanda?

L’etimologia del nome “Samarcanda” presenta diverse possibili origini. Secondo una delle ipotesi, deriverebbe da parole sanscrite e del persiano antico, dove “Samar” significherebbe “guerra” e “kand” “piazza” o “luogo”. Un’altra teoria lo fa risalire all’antica lingua sogdiana, dove “Samar” sarebbe interpretato come “pietra” o “roccia” e “kand” come “fortezza” o “città”.

 

Alcuni toponomisti stranieri sostengono che il nome abbia origine dalla parola sanscrita “Samaria”, che indica un raduno o un incontro, mentre secondo alcune testimonianze storiche si sarebbe evoluto dal nome del suo re, Samar, e da “kand”, la parola turca che significa città. Un’altra teoria ancora coinvolge Shamar, un membro della famiglia reale yemenita, che dopo aver conquistato la città ai Sogdiani, la ricostruì e la ribattezzò Samarcanda.

Blu, blu e ancora blu: cosa c’è da vedere a Samarcanda?

Samarcanda è una città di livello mondiale per gli appassionati di storia: la maggior parte delle attività da svolgere a Samarcanda ruota attorno alle sue numerose meraviglie architettoniche, ai siti storici e al patrimonio culturale. Si potrebbe trascorrere l’intera giornata semplicemente ammirando i tetti intricati e le squisite decorazioni in piastrelle dei numerosi monumenti di Samarcanda.

Può risultare difficile decidere quali visitare e quali tralasciare, per questo motivo ti lasciamo di seguito una lista di cosa vedere a Samarcanda, senza tralasciare qualche piccola chicca:

  • Necropoli di Shah-i-Zinda: tra le tante meraviglie storiche da visitare a Samarcanda, Shah-i-Zinda è forse la nostra preferita, superando persino piazza Registan e il mausoleo di Tamerlano. Shah-i-Zinda, che significa “Il Re Vivente”, è una vasta necropoli costituita da numerosi splendidi mausolei. Questo antico cimitero, che si estende su una vasta area, è ricco di coloratissime strutture a cupola che ospitano interni decorati con piastrelle finemente lavorate. I mausolei si affacciano su uno stretto vicolo, in netto contrasto con gli ampi spazi aperti di Piazza Registan. È un’esperienza surreale, soprattutto se si riesce ad andarci di buon’ora, prima dell’afflusso dei turisti
La Necropoli di Shah-i-Zinda, Samarcanda

La Necropoli di Shah-i-Zinda, Samarcanda | Aleksander Stypczynski on Unsplash

  • Mausoleo di Amir Temur: il mausoleo di Amir Temur, noto anche come Gur-e-Amir (“Tomba del Re”), è uno dei monumenti storici più importanti di Samarcanda e di tutta l’Asia centrale. È il luogo di sepoltura di Amir Temur, il leggendario conquistatore del XIV secolo che fondò l’Impero timuride e trasformò Samarcanda in un centro di potere culturale e politico. Si potrebbe sostenere che l’impatto di Tamerlano sulla storia possa rivaleggiare persino con quello di Gengis Khan. Tra le numerose tombe sfarzose dell’Uzbekistan, quella di Tamerlano è forse la più imponente. È davvero un memoriale degno di una delle figure più leggendarie dell’Asia centrale
  • Piazza Registan: Piazza Registan è forse il fiore all’occhiello della Via della Seta, tanto è vero che durante il tuo viaggio a Samarcanda ci passerai senza dubbio diverse volte. Piazza Registan è costituita da tre edifici: le madrase di Ulugh Bek, Sher-Dor e Tilya-Kori. La madrasa di Ulugh Bek risale al 1417, mentre le altre due furono costruite nel XVII secolo. Si tratta del capolavoro indiscusso di Samarcanda, e nessuna visita in Uzbekistan può dirsi completa senza aver passeggiato tra le moschee e le madrasse di Registan. La sera, dopo il tramonto, il Registan si illumina e offre un breve spettacolo di luci che vale la pena vedere. Questa zona diventa molto vivace la sera, con gente del posto e turisti che affollano il parco vicino per godersi l’atmosfera
  • Mausoleo di Bibi Khanim: completato nel 1404, all’epoca era una delle moschee più grandi e imponenti del mondo. La vera identità di Bibi Khanim è piuttosto avvolta nel mistero, ma si dice che fosse la moglie preferita di Tamerlano, probabilmente una principessa mongola o cinese. Questo grandioso edificio era un simbolo delle ambizioni imperiali e della devozione religiosa di Tamerlano, destinato a rivaleggiare con le grandi moschee della Mecca e di Baghdad. Come gran parte della Samarcanda storica, cadde in rovina nel corso dei secoli, ma fu sottoposto a un importante restauro durante l’era sovietica
  • Il vivace bazar di Siyob: il bazar di Siyob è vivace, colorato e caotico. È il mercato più grande e antico di Samarcanda, situato proprio accanto alla moschea di Bibi-Khanym, il che lo rende una tappa estremamente comoda durante la visita della città. A differenza di alcuni bazar fortemente orientati al turismo, quello di Siyob è ancora frequentato principalmente dalla gente del posto, il che gli conferisce un’atmosfera più autentica e vivace. Mentre alcune sezioni sono chiaramente rivolte soprattutto ai turisti, altre parti sono ancora profondamente locali e rappresentano un ottimo modo per osservare da vicino la vita quotidiana uzbeka. Avere la moschea di Bibi-Khanym come sfondo aggiunge un ulteriore tocco di meraviglia a questo bazar. Il bazar è aperto tutti i giorni, ma ti consigliamo di andarci al mattino, quando è più animato
  • Il sito dell’Antico Afrasiab: il sito di Afrasiab è un’area archeologica situata nell’odierna Samarcanda che si estende su una vasta zona a nord del centro storico. Qui si trovano i resti della città originaria di Samarcanda, conosciuta prima dell’invasione mongola come Afrasiab e risalente a oltre 2.500 anni fa. Non ti mentiremo: non è l’attrazione più suggestiva di Samarcanda dal punto di vista visivo. Ciononostante, è uno dei siti archeologici più importanti dell’Asia centrale e costituisce una finestra sulla civiltà sogdiana preislamica, sulla Via della Seta dei primi tempi e sulla storia della città molto prima dell’Impero timuride
  • Moschea di Hazrat Khizr: a sud dell’antico insediamento di Afrasiab, su un’altura naturale a forma di terrazza, alla quale conduce una ripida scalinata, fu costruita nel XIX secolo la moschea di Hazrat Khizr. Pur non essendo la struttura più antica di Samarcanda, vanta tuttavia una storia lunga e molto interessante. La moschea fu costruita su antiche fondamenta e fonti storiche scritte (come successivamente confermato dagli archeologi) riportano che nell’XI secolo proprio in questo luogo fu eretta la primissima moschea di Samarcanda: “nel luogo in cui sventolavano gli stendardi musulmani”
  • Osservatorio e Museo di Ulugh Beg: costruito dall’astronomo-re del XV secolo Ulugh Beg, il geniale nipote di Tamerlano, questo osservatorio fu uno dei primi centri scientifici della storia. All’epoca era uno degli osservatori astronomici più avanzati al mondo, anticipando di quasi 200 anni la nascita di osservatori simili in Europa. Ulugh Beg fu una delle menti scientifiche più straordinarie del mondo islamico medievale. Come sovrano, è ricordato non per le sue conquiste, ma per i suoi profondi contributi all’astronomia, all’istruzione e alla scienza. Purtroppo, le sue ambizioni scientifiche, piuttosto che quelle di governare il proprio impero, lo portarono alla rovina, poiché fu spodestato e assassinato dal proprio figlio. Il sito in sé non è poi così impressionante. Ospita un piccolo museo e un belvedere dai quali si possono ammirare i resti di quello che un tempo era il più grande quadrante medievale esistente
  • La cartiera Meros nel villaggio di Konigil: Samarcanda vanta una lunga tradizione nella produzione della carta, che ancora oggi è possibile ammirare presso la cartiera Meros. Se desideri qualcosa di leggermente diverso dalle principali attrazioni storiche di Samarcanda, una visita alla cartiera Meros può essere un ottimo modo per trascorrere il pomeriggio. L’ambiente è idilliaco, con negozi, ristoranti e caffè adagiati lungo il piccolo ruscello che attraversa il complesso. Non è necessariamente in cima alla lista delle priorità, ma se cerchi una fuga di un paio d’ore dal centro della città, è il posto che fa per te

Qualche giorno a disposizione? Esplora i dintorni di Samarcanda

Sebbene Samarcanda offra attrazioni più che sufficienti per occuparti un paio di giorni, non è insolito che in molti scelgano di fare una o due gite di un giorno per arricchire il proprio viaggio lungo la Via della Seta.

Eccoti qualche spunto per una gita fuori porta a Samarcanda!

  • I Monti Fann del Tagikistan: da Samarcanda, i meravigliosi sette laghi dei Monti Fann del Tagikistan sono raggiungibili con una breve gita di un giorno. Un’escursione imperdibile per gli amanti della natura alla ricerca di paesaggi montani aspri e incontaminati che contrastano con le tranquille acque turchesi. Se non hai tempo di vivere appieno il Tagikistan, questa gita di un giorno può regalarti un’anteprima degna di nota della straordinaria bellezza naturale del vicino più montuoso dell’Uzbekistan!
  • Shahrisabz: sebbene Tamerlano sia sepolto a Samarcanda, in realtà nacque proprio a un paio d’ore di distanza dal luogo in cui riposa. La città di Shahrisabz è in gran parte oscurata da Samarcanda, ma se sei alla ricerca di una vera perla nascosta, una gita di un giorno a Shahrisabz è un’opzione da prendere in considerazione. La città è ancora ricca di monumenti timuridi e giardini tranquilli, oltre a essere intrisa di significato storico. L’attrazione principale è il Palazzo Ak-Saray, risalente al 1380. Malgrado oggi ne rimanga solo una piccola parte, un tempo era il più grandioso dell’Asia centrale. Mentre gran parte di Samarcanda è stata rinnovata e restaurata, richiamando alla mente il dibattito sulla “Nave di Teseo”, i monumenti di Shahrisabz hanno beneficiato solo in minima parte degli sforzi di rivitalizzazione intrapresi a Samarcanda. Pur impallidendo innegabilmente al confronto con la magnificenza di Samarcanda, Shahrisabz offre un’esperienza più autentica che alcuni viaggiatori potrebbero preferire
Il Palazzo Ak-Saray, Shahrisabz, nei dintorni di Samarcanda

Il Palazzo Ak-Saray, Shahrisabz | Shutterstock

  • Il bazar di Urgut: la città di Urgut non è molto conosciuta dai viaggiatori, ma rappresenta un’ottima scelta per una gita autentica e vivace da Samarcanda. Il bazar di Urgut è la sua attrazione principale e offre prodotti artigianali tradizionali in un’atmosfera molto più coinvolgente rispetto ad altri bazar, che a volte possono sembrare allestiti appositamente per i turisti. Inoltre, Urgut vanta splendidi paesaggi montani che creano una cornice meravigliosa. Un consiglio? Visita Urgut di domenica, quando il bazar è al massimo del suo fermento e della sua vivacità
  • Giardino di Chor Chinor: il modo perfetto per sfuggire alla città è fare una gita di un giorno al magico giardino di Chor Chinor, sempre a Urgut. Appena si entra nel giardino, si prova immediatamente un senso di calma. Si sente solo il cinguettio degli uccelli e il fruscio delle foglie. Grazie alla chioma degli alberi, la temperatura scende addirittura di diversi gradi rispetto all’esterno. Il motivo principale per visitare Chor Chinor è ammirare i quattro antichi sicomori, il più vecchio dei quali ha 1100 anni. Nel giardino si trovano una moschea, un piccolo laghetto e un ruscello, ma la cosa più impressionante è la stanza sotterranea situata sotto il sicomoro più antico. È abbastanza spaziosa da ospitare dieci persone ed è stata utilizzata in passato come aula scolastica!

Tutte queste visite ti hanno fatto venire fame? Ecco cosa si mangia a Samarcanda

La cucina uzbeka è variegata quanto il paesaggio del Paese e Samarcanda non fa eccezione. Il piatto nazionale è il plov, in pratica il pilaf o pilau. Questo piatto a base di riso può essere preparato con una grande varietà di ingredienti, tra cui carote, manzo, uvetta e cipolle. Ogni famiglia, in ogni regione, ha la propria ricetta del plov, e non resta che provarle tutte per trovare quella che fa al caso tuo.

Ad accompagnare la maggior parte dei pasti c’è l’obi non, un tipo di pane appena sfornato in un forno di argilla, poi impresso e decorato con uno strumento appuntito che si può acquistare in qualsiasi bancarella di souvenir. Se cerchi opzioni salutari, non perderti l’achichuk, un’insalata di pomodori con cipolle e un pizzico di peperoncino, oppure opta per i manti, ravioli ripieni di carne. Ci sono anche i somsa con ripieni vari, dalla carne alla zucca, mentre gli onnipresenti shashlik sono spiedini di vari tipi di carne. Voglia di pasta? Il lagman è un altro piatto tipico che vale la pena assaggiare (certo, non aspettarti la nostra tipica pasta, ma resta comunque delizioso!).

Per quanto riguarda le prelibatezze locali che potrebbero non piacere a tutti, c’è il kurt. Noterai queste piccole palline bianche e dure disposte su vassoi da stuzzichino e nei mercati. Si tratta di snack a base di formaggio essiccato, realizzati con latte acido e fermentato proveniente da animali locali. La leggenda narra che fossero molto apprezzati dai viaggiatori ai tempi della Via della Seta.

Per provare tutte, o quasi, queste prelibatezze, uno dei migliori ristoranti della città che serve cucina tradizionale uzbeka è il Platan. Con porzioni abbondanti, vino e un arredamento incantevole, è il luogo perfetto per una cena indimenticabile a Samarcanda.

Per un posto economico dove mangiare qualcosa durante le visite turistiche, tieni a mente il Bazar Siyob, citato poco sopra. Obi non, somsa, kurt: tutto economico, tutto fresco.

Ma nessun viaggio a Samarcanda sarebbe completo senza assaporare la sua antica tradizione del tè. Le teiere vengono condivise in ogni occasione e anche nei momenti di pausa. Mentre le giovani generazioni stanno abbracciando la moda del caffè da asporto, gli abitanti più anziani continuano a gustare una teiera di tè insieme al pasto.

Le tradizionali chaykhanas, o case da tè, stanno diventando sempre più rare, ma la Bibikhanum Teahouse di Samarcanda offre un’esperienza unica!

L'obi non, il tipico pane uzbeko

L’obi non, il tipico pane uzbeko | Dasha Novikova on Unsplash

La magnificenza di Samarcanda va vissuta per poterci credere. Le strade della città e i suoi imponenti monumenti racchiudono un profondo significato culturale e storico. È uno di quei luoghi in cui la realtà supera persino le aspettative più rosee, dove la grandiosità, i colori e il peso della storia sono semplicemente travolgenti, nel senso più positivo del termine. Che tu ci trascorra due o quattro giorni, ripartirai con un forte desiderio di tornarci.

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