La Tunisia sorprende per la varietà dei suoi paesaggi e la ricchezza della sua storia. Le rovine dell’antica Cartagine. I numerosi anfiteatri. Le terme e i templi lasciati dai Romani, nonché le grandi moschee con i loro minareti e le kasbah costruite dagli arabi. Le dune del Sahara. Le spiagge turchesi. Le vivaci medine: ecco la tua guida completa per organizzare un viaggio in Tunisia.
La Tunisia ti travolge a ondate. Ci sono ovviamente quelle mediterranee, le più evidenti: i mille chilometri di costa, lambiti da un mare tranquillo. Ma ci sono anche le ondate delle civiltà che si sono susseguite nel Paese. Alcune, come quella berbera, sono rimaste. Altre, gli Ottomani, i Francesi, i Romani, se ne sono andate, lasciando spesso dietro di sé incredibili rovine abbandonate. Poi, mentre il Paese si addentra verso sud, a forma di pugnale, nel deserto, compaiono le dune del Sahara tunisino, che si ergono in successione di dune, parte di uno dei più grandi mari di sabbia della terra.
A ovest, le montagne dell’Atlante incontrano il Sahara, dando origine a sorgenti sotterranee e oasi desertiche prima di trasformarsi nelle dune di sabbia del Grand Erg Oriental, più a sud. Le piantagioni di datteri si estendono lungo le aride pianure centrali del Paese, mentre più vicino alla costa, nei dintorni di Hammamet, Sfax e Cartagine, gli uliveti esistono da molto prima che i Romani arrivassero in Africa. I fan dei Monty Python e di Star Wars dovrebbero seguire il Messia fino al Ribat (monastero islamico) di Monastir, oppure recarsi a Tozeur o sull’isola di Djerba alla ricerca di Tatooine.
Nonostante le sue dimensioni ridotte, la Tunisia ospita numerosi tesori dell’UNESCO: otto siti culturali e un parco nazionale. A ciò si aggiunge una miriade di monumenti storici e città ricche di meraviglie architettoniche che rivelano l’affascinante mix di influenze berbere, fenicie, romane, bizantine, arabe e francesi che caratterizzano il Paese.
Al crocevia tra Africa ed Europa, dove il Mediterraneo incontra il Sahara e tremila anni di civiltà hanno lasciato il segno su ogni collina, medina e villaggio costiero, questo piccolo paese nordafricano ha molto da offrire.

L’anfiteatro di El Djem | Hongbin on Unsplah
Che tu stia pianificando un viaggio al mare ad Hammamet, un’immersione culturale a Tunisi e Cartagine, un pernottamento nel Sahara sotto le stelle o un viaggio attraverso tutto il Paese che tocchi tutte queste tappe, questa guida potrebbe avere le risposte che cerchi.
La Tunisia sorprende per la varietà dei suoi paesaggi e la ricchezza della sua storia. Le rovine dell’antica Cartagine. I numerosi anfiteatri. Le terme e i templi lasciati dai Romani, nonché le grandi moschee con i loro minareti e le kasbah costruite dagli arabi. Le dune del Sahara. Le spiagge turchesi. Le vivaci medine: ecco la tua guida completa per organizzare un viaggio in Tunisia.
La Tunisia ti travolge a ondate. Ci sono ovviamente quelle mediterranee, le più evidenti: i mille chilometri di costa, lambiti da un mare tranquillo. Ma ci sono anche le ondate delle civiltà che si sono susseguite nel Paese. Alcune, come quella berbera, sono rimaste. Altre, gli Ottomani, i Francesi, i Romani, se ne sono andate, lasciando spesso dietro di sé incredibili rovine abbandonate. Poi, mentre il Paese si addentra verso sud, a forma di pugnale, nel deserto, compaiono le dune del Sahara tunisino, che si ergono in successione di dune, parte di uno dei più grandi mari di sabbia della terra.
A ovest, le montagne dell’Atlante incontrano il Sahara, dando origine a sorgenti sotterranee e oasi desertiche prima di trasformarsi nelle dune di sabbia del Grand Erg Oriental, più a sud. Le piantagioni di datteri si estendono lungo le aride pianure centrali del Paese, mentre più vicino alla costa, nei dintorni di Hammamet, Sfax e Cartagine, gli uliveti esistono da molto prima che i Romani arrivassero in Africa. I fan dei Monty Python e di Star Wars dovrebbero seguire il Messia fino al Ribat (monastero islamico) di Monastir, oppure recarsi a Tozeur o sull’isola di Djerba alla ricerca di Tatooine.
Nonostante le sue dimensioni ridotte, la Tunisia ospita numerosi tesori dell’UNESCO: otto siti culturali e un parco nazionale. A ciò si aggiunge una miriade di monumenti storici e città ricche di meraviglie architettoniche che rivelano l’affascinante mix di influenze berbere, fenicie, romane, bizantine, arabe e francesi che caratterizzano il Paese.
Al crocevia tra Africa ed Europa, dove il Mediterraneo incontra il Sahara e tremila anni di civiltà hanno lasciato il segno su ogni collina, medina e villaggio costiero, questo piccolo paese nordafricano ha molto da offrire.

L’anfiteatro di El Djem | Hongbin on Unsplah
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Andiamo con ordine: quando andare in Tunisia?
La Tunisia presenta due climi contrastanti: la costa settentrionale vanta inverni mediterranei miti e piovosi ed estati lunghe e calde, mentre il sud, nella zona di Douz e Tozeur, è decisamente desertico e caratterizzato da un clima caldo, secco e polveroso praticamente tutto l’anno.
Per farla breve, il periodo migliore per visitare la Tunisia è al di fuori dell’estate, in primavera (aprile e maggio) o in autunno (ottobre e inizio novembre). Se sei alla ricerca di un po’ di divertimento al mare, luglio e agosto sono i mesi più secchi e molto caldi. Anche settembre offre molto sole, ma la costa è meno affollata. In entrambi i periodi, prima e dopo l’estate, si può godere del meglio di entrambi i climi, con temperature piacevoli e un numero di turisti decisamente inferiore.
Ma non sottovalutare il clima tunisino. Poiché la stagione balneare estiva è torrida, è meglio non allontanarsi troppo dalla costa. Per esplorare l’entroterra, le stagioni più miti della primavera e dell’autunno offrono temperature calde, ma non opprimenti. Poi c’è l’inverno mite, ideale per passeggiare tra i villaggi del deserto e godersi il paesaggio.
Qualunque cosa tu abbia in programma, ecco i periodi migliori per visitarla mese per mese:
- Gennaio: a gennaio il clima in Tunisia è variabile. Di giorno si registrano condizioni mediterranee miti e umide, che lasciano il posto a notti fredde. Tuttavia, le temperature aumentano man mano che ci si sposta verso sud nel deserto del Sahara, il che può rappresentare un’ottima occasione per esplorare le oasi nei dintorni di Douz e Tozeur senza il caldo estivo. Di notte farà comunque molto freddo: è fondamentale vestirsi a strati
- Febbraio: visitare la Tunisia in inverno potrebbe non sembrare l’idea migliore, ma può avere senso. Grazie alle offerte di bassa stagione, questo tende ad essere il periodo più economico per visitare la Tunisia, e i siti archeologici come El Djem e Bulla Regia sono quasi deserti. Potrebbero verificarsi qualche rovescio occasionale e fa freddo dopo il tramonto, ma la Tunisia a febbraio è una buona opzione se volete evitare la folla
- Marzo: a marzo in Tunisia si intravedono i primi segni della primavera. Il tempo soleggiato (anche se lungo la costa e in quota possono ancora verificarsi sporadici rovesci) è la norma. Questo può essere il periodo migliore per visitare la Tunisia in coppia, prima delle vacanze scolastiche e dell’alta stagione estiva. Marzo è perfetto per le passeggiate, con i fiori di albicocco che adornano i prati primaverili. Ma ricorda che il Ramadan potrebbe cadere a marzo, il che influisce sugli orari di apertura!
- Aprile: ad aprile le temperature in Tunisia salgono, raggiungendo i 20°C circa. Aprile può essere il periodo migliore per visitare la Tunisia e dedicarsi all’escursionismo e alle attività all’aria aperta in località come Ain Draham, poiché non fa ancora troppo caldo e le precipitazioni stanno diminuendo. Da un punto di vista meteorologico, aprile tende ad essere un buon mese anche per viaggiare nel deserto del Sahara tunisino, e a Nabeul è possibile assistere al profumato Festival dei fiori d’arancio
- Maggio: maggio è un buon periodo per visitare la Tunisia? Indubbiamente. Con la primavera ormai in pieno splendore, ci si può aspettare un sole caldo in un cielo azzurro e limpido, il che fa sì che maggio sia spesso considerato il periodo migliore per visitare la Tunisia grazie al bel tempo. Anche se le spiagge non sono ancora affollate come lo saranno presto, per i viaggiatori interessati alla cultura che desiderano esplorare le numerose rovine romane del Paese, la Tunisia a maggio è idilliaca
- Giugno: vieni in Tunisia a giugno per assistere al Festival della falconeria a El Haouaria, un evento culturale tradizionale che si svolge alla fine della stagione venatoria primaverile. Altrove, a giugno la gente si riversa sulla costa mediterranea, poiché il clima estivo tunisino porta temperature superiori ai 30 °C. L’inizio dell’estate significa anche che questo non è un buon periodo per viaggiare nel Sahara
- Luglio: luglio è il periodo migliore per visitare le spiagge della Tunisia: le località turistiche del Mediterraneo, come Hammamet e Djerba, sono in pieno fermento. Luglio è anche il mese più secco dell’anno in Tunisia, con temperature medie intorno ai 35 °C, quindi è bene pensare a come risparmiare acqua, magari facendo docce più brevi. Nel Sahara si possono raggiungere i 45 °C, quindi se stai pensando di andare in Tunisia a luglio, preferisci la costa al deserto
- Agosto: agosto è il mese più caldo dell’anno e, insieme a luglio, rappresenta il periodo migliore per visitare la Tunisia per i viaggiatori in cerca di una vacanza al mare. È consigliabile, però, rimanere sulla costa, poiché le temperature diurne di 35 °C possono risultare fastidiose. Nonostante il caldo, ad agosto in Tunisia si svolgono numerosi festival culturali che vale la pena visitare, tra cui il Festival di Cartagine e il Festival Internazionale di Dougga
- Settembre: con l’arrivo dell’autunno, settembre promette uno dei periodi con il clima migliore in Tunisia. Le temperature sono miti, intorno ai 20 °C, ideali per le passeggiate. Il mare è caldo e le località del Mediterraneo sono molto più tranquille rispetto a un mese fa. Se visiti la Tunisia a settembre, dirigiti verso località come Douz e Tozeur: verso la fine del mese inizia la raccolta dei datteri!
- Ottobre: il clima in Tunisia nel mese di ottobre continua a essere splendido: caldo (circa 20 °C) e soleggiato. Le piantagioni di datteri nel centro del Paese e nel sud, così come gli uliveti nei dintorni di Sfax e Djerba, diventano un vero e proprio alveare di attività durante il raccolto autunnale. Un altro motivo per scegliere la Tunisia in ottobre è il gustoso Festival dell’Harissa di Nabeul. L’autunno può essere la stagione migliore per visitare la Tunisia, che ne dici?
- Novembre: la Tunisia a novembre gode ancora di numerose giornate di cielo sereno, con piogge sporadiche e serate che si accorciano. I cieli notturni limpidi dell’inverno saranno costellati di stelle: vale davvero la pena uscire dopo cena, se non ti dispiace una brezza più fresca lungo la costa, ma aspettati temperature minime intorno ai 12 °C
- Dicembre: sebbene faccia decisamente fresco (la media è di circa 12 °C) e la pioggia sia una possibilità concreta, dicembre può essere il periodo migliore per visitare la Tunisia in occasione dei festival culturali. Il Festival del Sahara, che si tiene a Douz e celebra gli stili di vita tradizionali del deserto, è un evento imperdibile. Altrove, a dicembre le spiagge e i siti archeologici della Tunisia sono quasi deserti
Come guidare e come muoversi in Tunisia?
Tunisi-Cartagine è il principale aeroporto della Tunisia, con voli diretti verso numerose città in Europa, Nord Africa e Medio Oriente. I voli stagionali portano i turisti dall’Europa agli aeroporti di Monastir Habib Bourguiba, Enfidha-Hammamet e Djerba-Zarzis. Un consiglio: arriva in un aeroporto e riparti da un altro per ridurre al minimo i tempi di viaggio!
Ma come muoversi in Tunisia una volta toccato terra? I treni arrivano a sud fino a Gabès e a ovest fino a Tozeur, ma il viaggio in treno è molto più lento e meno affidabile rispetto agli autobus pubblici, che sono economici e, per di più, dotati di aria condizionata. Il sistema dei “louage” tunisini è il modo più comodo ed economico per viaggiare. Questi minibus bianchi, che funzionano come taxi collettivi, partono per la loro destinazione una volta che tutti gli otto posti sono occupati e pagati. Ogni città dispone di una stazione dedicata ai louage. I taxi con tassametro operano solo all’interno dell’area urbana per cui sono autorizzati e offrono generalmente un ottimo rapporto qualità-prezzo, con tariffe inferiori a 1 DT al chilometro. È anche possibile prenotare un taxi utilizzando le app Speed o Yassir, ma le tariffe sono leggermente più costose.
Ma l’auto resta il mezzo più efficiente per spostarsi. Se desideri maggiore libertà di movimento e più comfort durante il viaggio, le agenzie di noleggio auto hanno sedi negli aeroporti internazionali e nelle principali città. La benzina è economica e le auto vengono generalmente noleggiate con la formula “pieno-pieno” (ovvero si restituisce l’auto con il serbatoio pieno). Le auto con cambio automatico sono ampiamente disponibili, ma costano di più rispetto a quelle con cambio manuale. Quando noleggi un’auto, assicurati che tra i documenti del veicolo sia incluso un modulo di denuncia di incidente: se il modulo non viene compilato da entrambe le parti a seguito di un incidente, potresti essere ritenuto responsabile dei costi, anche se hai pagato l’assicurazione!
La patente italiana è solitamente sufficiente per noleggiare un’auto in Tunisia, ma bisogna aver compiuto almeno 21 anni (l’età minima può subire variazioni in base alla categoria di macchina che si desidera noleggiare) e aver conseguito la patente già da un anno.
Le strade in Tunisia sono generalmente ben tenute e la segnaletica è in inglese e arabo, con le distanze indicate in chilometri. Il limite di velocità è solitamente di 50 km/h in città, 90 km/h nelle zone rurali, oppure 90–110 km/h sulle autostrade a pedaggio, come la strada da Tunisi a Biserta. Si guida a destra e, come in Francia, alle rotatorie è necessario dare la precedenza ai veicoli che si avvicinano da destra, anche se si sta già percorrendo la rotatoria.
Consiglio: gli incroci speciali per svoltare a sinistra dalle strade principali sono un’altra curiosità locale. Anziché una corsia di svolta al centro della carreggiata, il sistema tunisino prevede una corsia speciale che si dirama verso destra, per poi tornare indietro e attraversare la strada principale ad angolo retto. Questo può creare un po’ di confusione se ci si aspetta di vedere un cartello sulla sinistra, ma ci si abitua presto!
Dormire una notte nel deserto in Tunisia: un’esperienza da non perdere
Se c’è un’esperienza che vale la pena aggiungere al tuo viaggio in Tunisia, è trascorrere una notte nel Sahara. Immagina di trovarti tra le dune dorate, con il sole che scompare lentamente all’orizzonte, il silenzio del deserto intorno a te e un cielo stellato che sembra non finire mai. Eppure, dormire nel deserto non significa necessariamente rinunciare a ogni comodità: esistono diverse tipologie di sistemazioni, adatte sia a chi cerca un’avventura autentica sia a chi preferisce un po’ di comfort in più.
- I bivacchi tradizionali: sono la scelta ideale per chi vuole vivere il deserto in modo semplice e suggestivo. Generalmente si dorme in tende di tela, spesso in stile berbero, con materassi appoggiati su tappeti e spazi condivisi con gli altri viaggiatori. I servizi igienici possono essere piuttosto essenziali e non sempre è disponibile una doccia. Il bello, però, è proprio questo: allontanarsi per una notte dalle comodità quotidiane e godersi un’esperienza diversa dal solito, magari intorno a un fuoco, sorseggiando un tè alla menta
- I campi tendati di fascia media: se preferisci un compromesso tra avventura e comodità, puoi optare per un campo semipermanente. Le tende sono già allestite e, a seconda della struttura, potresti trovare materassi più confortevoli, biancheria migliore e un blocco di servizi igienici condiviso. Si tratta di una buona soluzione per chi desidera immergersi nell’atmosfera del Sahara senza rinunciare del tutto alle comodità essenziali
- I bivacchi di lusso: per chi non vuole rinunciare al comfort nemmeno nel cuore del deserto, esistono campi con tende private, veri letti, lenzuola e servizi igienici privati o nelle immediate vicinanze. Alcune strutture offrono anche docce e un’illuminazione alimentata da generatori. Naturalmente, i servizi cambiano da un campo all’altro, quindi è sempre meglio verificare cosa comprende la prenotazione prima di partire
Ma come si svolge una notte nel deserto? Solitamente si arriva al campo nel tardo pomeriggio, spesso a bordo di un fuoristrada 4×4, e inizia la parte più suggestiva dell’esperienza: ammirare il tramonto sulle dune. Una volta calata la sera, ci si riunisce per cenare, spesso con piatti della cucina tunisina come couscous o tajine, seguiti da un tè alla menta. Se il cielo è sereno, allontanarsi per qualche minuto dalle luci del campo permette di osservare un’incredibile quantità di stelle. E non dimenticare la sveglia: l’alba sulle dune è altrettanto spettacolare e regala un momento di tranquillità prima di riprendere il viaggio.
Consiglio: attenzione agli sbalzi termici: anche se durante il giorno fa caldo, dopo il tramonto le temperature possono scendere rapidamente, soprattutto in inverno. Porta quindi con te una giacca calda, scarpe chiuse, una torcia o una lampada frontale e un power bank. Prima di prenotare, verifica anche quali servizi igienici sono disponibili, se la tenda è privata o condivisa e quali pasti sono inclusi.
Per quanto riguarda la destinazione, Douz, Sabria e Ksar Ghilane sono ottimi punti di riferimento per organizzare un pernottamento nel Sahara tunisino. Douz è conosciuta come la porta d’accesso al deserto, mentre Ksar Ghilane offre anche la possibilità di visitare una sorgente termale naturale. Puoi scegliere un’escursione organizzata di due giorni con una notte nel campo oppure inserire il pernottamento in un itinerario più lungo nel sud della Tunisia, magari abbinandolo alla visita delle case trogloditiche di Matmata o al suggestivo lago salato di Chott el Djerid.
Il nostro consiglio? Non scegliere una struttura basandoti soltanto sulle fotografie o sul prezzo. Informati bene sulle condizioni del pernottamento e valuta quanto comfort desideri: l’esperienza può essere meravigliosa anche in un bivacco semplice, purché tu sappia cosa aspettarti. Una notte nel Sahara è molto più di una semplice sistemazione per dormire: è un’occasione per rallentare, ammirare paesaggi straordinari e scoprire un lato della Tunisia completamente diverso da quello delle spiagge e delle città costiere.

Un campo tendato nel deserto in Tunisia | Shutterstock
Ma quanti giorni servono per visitare la Tunisia?
Se hai a disposizione solo un fine settimana, 2 o 3 giorni possono bastare per una rapida visita a Tunisi, all’elegante città costiera di La Marsa e alla romantica Sidi Bou Saïd, entrambe situate alle porte della capitale.
Ma ti servirà almeno una settimana per curiosare tra i souq e i mercati della medina di Tunisi, esplorare il vasto sito archeologico di Cartagine e concederti una pausa al mare a Hammamet, seguita da un pranzo a base di frutti di mare in un bistrot sul lungomare. Questo ti lascerà anche il tempo per acquistare ceramiche tradizionali a Nabeul o per fare una gita alle rovine dell’antica Dougga romana.
Con un periodo da 10 giorni a 2 settimane, dirigiti a Sousse per scoprire la sua storica medina del IX secolo e ammirare la grande moschea di Kairouan e il magnifico anfiteatro romano di El Jem. Dirigiti poi più a sud per una sosta sulle spiagge sabbiose dell’isola di Djerba, prima di concludere la tua avventura tunisina nei paesaggi desertici del sud.
E, per ogni viaggio che si rispetti, serve anche la giusta colonna sonora. Una settimana o due, non importa la durata: immergiti ancora di più nella cultura della Tunisia tra uno spostamento e l’altro grazie alla nostra playlist Tunisia su Spotify. Troverai sicuramente la colonna sonora perfetta per il tuo viaggio in Tunisia!
Cosa vedere in Tunisia? Resti romani, spiagge da sogno e set cinematografici!
Se c’è una cosa che possiamo dire con certezza è che nella botte piccola c’è il vino buono. La Tunisia sarà anche il paese più piccolo del Nord Africa (pensa che nell’Egitto ci starebbero sei Tunisie e nell’Algeria ben 14!), ma racchiude una sorprendente varietà di ricchezze in un territorio così compatto.
Ecco qualche consiglio su cosa vedere in Tunisa per esplorare il meglio del paese, senza dimenticare qualche piccola chicca meno conosciuta:
- Le spiagge di Hammamet e Djerba: uno dei motivi più comuni per visitare la Tunisia è godersi le spiagge della costa mediterranea settentrionale, prime fra tutte le località turistiche di Hammamet e Djerba. A meno di un’ora da Tunisi, Hammamet è nota per i suoi numerosi locali sull’acqua, i nightclub di Hammamet Sud e i rilassanti locali in stile lounge nella zona del porto turistico di Yasmine. Djerba, dal canto suo, è un’isola ricca di resort e caratterizzata da un’atmosfera balneare molto rilassata. I bellissimi hotel e le medine di Houmt Souk, simili a bazar, ti affascineranno, mentre le famose plages (spiagge) della costa nord-orientale ti regaleranno giornate all’insegna del relax
- Tunisi, la capitale: capitale della Tunisia sin dalla caduta di Cartagine nel XIII secolo, Tunisi ospita oltre 600.000 tunisini con un forte senso della cultura e un interessante mix di origini provenienti dal Nord Africa, dai paesi arabi confinanti e persino dall’Europa. Questa città vanta un’architettura con influenze autoctone, romane e coloniali. A tratti sotto il dominio dei Romani, dei Fenici, dei Berberi e dei Francesi (fino al 1956), la varietà della Tunisia fa sì che passeggiare per la medina di Tunisi (sito protetto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità) con le sue moschee e chiese ti rivelerà il vero significato dell’espressione “storia viva”
- Cap Bon, il posto ideale per i paesaggi costieri: splendide spiagge costeggiano la costa orientale della penisola di Cap Bon, a sud-est di Tunisi, ma questa è solo l’antipasto di un ricco buffet di esperienze costiere (la metafora gastronomica è voluta). La penisola è costellata di piccoli porti pescherecci, mentre nell’entroterra si trovano uliveti e agrumeti, vigneti che producono l’80% del vino del Paese e campi di peperoncini utilizzati per preparare la famosa pasta di peperoncino tunisina, l’harissa. La maggior parte dei visitatori è attratta dalle spiagge sabbiose lungo la costa nei pressi di Hammamet, la località balneare più frequentata della Tunisia, ma lungo tutta la costa si estendono sublimi distese di sabbia. Anche la costa rocciosa a nord-ovest di Cap Bon è altrettanto suggestiva, specialmente nei pressi delle scogliere frastagliate di Korbous, dove le sorgenti termali si riversano nel mare. Resti dell’epoca punica e romana sono sparsi per tutta la penisola, compresi i resti della città punica di Kerkouane, straordinariamente ben conservati. Nabeul, che sorge sul sito dell’antica città romana di Neapolis, è un importante centro per la ceramica smaltata e l’artigianato, mentre la punta più settentrionale del Cap Bon è di una bellezza selvaggia e solitaria
- Douz, la porta d’accesso al Sahara: appena oltre la distesa salina di Chott El Djerid, ti imbatterai in un’oasi nel deserto, Douz, ricoperta da oltre 500.000 palme. Un giro al tramonto ti regalerà ricordi incredibili, mentre ammiri i colori che risplendono nel cielo aperto con il deserto infinito che si estende davanti a te. Anche osservare le stelle qui è straordinario grazie al basso inquinamento luminoso. Un altro ottimo modo per esplorare le dune del deserto è a bordo di un fuoristrada con una guida esperta, che saprà sfruttare al meglio il percorso tra le dune e i sentieri. In alternativa, noleggia un quad per brevi escursioni
- L’anfiteatro di El Djem: a poco più di due ore da Tunisi, nel cuore del deserto, sorge l’imponente Anfiteatro di El Djem. Nel suo periodo di massimo splendore, questo era il terzo anfiteatro più grande dell’Impero Romano e la più grande struttura romana del Nord Africa nella città un tempo conosciuta come Thysdrus. Questo teatro era utilizzato per lo stesso scopo del Colosseo, ovvero per mettere i gladiatori a confronto con gli animali a scopo di intrattenimento, ed è straordinariamente ben conservato ancora oggi. Tutti e tre i livelli di un lato sono completamente al loro posto, con tutte le scale e le tribune intatte, così come il seminterrato che ospitava gli animali e i combattenti
- Dougga, la meta ideale per gli appassionati di storia antica: la città montana di El Kef è ricca di storia e costellata di affascinanti boutique hotel, ma sono le rovine romane situate oltre i confini della città a costituire l’attrazione principale. A un’ora a nord-est di El Kef si trova Dougga, patrimonio dell’UNESCO, una delle città romane meglio conservate del Nord Africa. Il teatro del II secolo del sito può ospitare 3.500 spettatori, e una strada conduce oltre il foro fino allo splendido Campidoglio, un magnifico tempio dedicato a Giove, Giunone e Minerva. Più in là, un sentiero lastricato si snoda tra le rovine e i campi circostanti fino all’imponente Mausoleo libico-punico, restaurato all’inizio del XX secolo

Il Capitolium di Dougga | Louai Fatmi on Unsplah
- Sousse, la scelta ideale per avere un assaggio del ricco passato della Tunisia: terza città più grande del Paese, Sousse conta circa 170.000 abitanti e ospita una buona parte delle principali attrazioni turistiche tunisine. Tra queste spiccano la medina medievale, ben conservata, un lungo tratto di spiaggia sabbiosa e un imponente museo archeologico che espone i tesori dell’antica Hadrumetum. Inizia la tua esplorazione dalla medina di Sousse, costruita nel IX secolo dalla dinastia degli Aghlabidi. Il Museo Archeologico è un vero e proprio scrigno di mosaici romani, esposti all’interno di una sezione dell’antica kasbah della città. Nelle vicinanze, il mercato di Bab El Jedid è ricco di prodotti agricoli e pesce fresco, mentre le celle di preghiera per i guerrieri nel forte di Ribat e l’imponente Grande Moschea testimoniano il lungo patrimonio religioso della città
- Cartagine e il Museo Nazionale del Bardo: nessuna visita storica in Tunisia sarebbe completa senza una tappa alle rovine di Cartagine, situate appena fuori Tunisi. La città di Cartagine era un tempo uno dei principali centri dei potenti Fenici, popolo di navigatori, e una grande rivale di Roma. Di conseguenza, man mano che l’Impero Romano si rafforzava, conquistò la città di Cartagine, distruggendola e poi ricostruendola, lasciando dietro di sé le vaste rovine archeologiche che vediamo oggi. Per comprendere meglio l’importanza della storia fenicia, romana e bizantina a Cartagine e altrove, visitate il Museo Nazionale del Bardo a Tunisi. Qui si trovano migliaia di reperti provenienti dai principali siti archeologici della Tunisia, che testimoniano la vasta e antica storia culturale del Paese, oltre a mettere in mostra splendide opere d’arte e numerosi mosaici intricati
- Biserta, la scelta migliore per un’autentica atmosfera tunisina: Biserta, la città più settentrionale dell’Africa, ha un’atmosfera diversa rispetto agli altri centri costieri della Tunisia. Nonostante le pressioni del turismo e dello sviluppo moderno, il centro storico della città conserva gran parte del suo carattere originale. Trascorri un po’ di tempo nella medina e al Vieux Port (Porto Vecchio) e ripartirai con la sensazione di aver vissuto un pezzo della vera Tunisia. Esplora i vicoli bianchi e blu della medina, con le sue moschee storiche e il Forte Spagnolo, che ricorda i brevi anni in cui la Spagna controllava questo tratto di costa nell’ambito della lotta tra l’Impero asburgico e quello ottomano. Fai un giro in kayak dal Vieux Port per ammirare Biserta dall’acqua e fai una sosta all’affascinante Museo della Marina, con reperti sulla storia marittima che risalgono all’epoca romana. Molti visitatori locali vengono per le spiagge che si estendono a nord e a sud del centro storico. Ma la costa oltre queste località è selvaggia e remota, e ricompensa chi si prende la briga di raggiungerla con paesaggi incontaminati. Visita le calette rocciose intorno a Capo Angela, il punto più settentrionale dell’Africa, e ti sembrerà di aver raggiunto il confine della mappa
- Set cinematografici di Star Wars: gli appassionati dell’universo di Star Wars troveranno probabilmente alcune delle zone desertiche della Tunisia molto familiari: i fan più accaniti sapranno forse già che il Paese è stato uno dei principali siti di ripresa della saga. La città di Tataouine ha ispirato il nome del pianeta Tatooine, dove Anakin e Luke Skywalker hanno trascorso l’infanzia, mentre l’Hotel Sidi Driss, a Matmata, ancora in attività, ha fatto da sfondo alla casa d’infanzia di Luke, la Lars Moisture Farm. Altri luoghi interessanti dei film includono le saline di Chott el Djerid (il paesaggio fuori dalla fattoria dei Lars), il Ksar di Medenine (strutture berbere a più piani, che in “La minaccia fantasma” fungevano da alloggio per gli schiavi di Anakin) e le riprese esterne della Cantina di Mos Eisley girate sull’isola di Djerba. Tieni presente che molte di questi luoghi sono state costruite e allestite appositamente per i film e potrebbero non apparire esattamente come nella serie classica, ma Hollywood è fatta così!
Matmata, il popolo troglodita
A prima vista, il paesaggio di Matmata appare quasi lunare: arido, silenzioso e apparentemente privo di vita. Nulla lascia intuire che, nel sottosuolo, si celi un’esistenza. Eppure, è proprio sotto la superficie che si svelano le straordinarie abitazioni troglodite, costruite dai Berberi oltre mille anni fa come ingegnosa risposta a un ambiente estremo. Queste dimore sotterranee offrivano protezione dall’intenso calore estivo e dal freddo invernale, fungendo persino da rifugio in caso di eventuali invasioni.
Ogni casa è disposta attorno a un ampio cortile circolare scavato nella roccia, profondo circa sei metri, dal quale si diramano, lungo le pareti, le stanze a forma di tunnel. Si tratta di un sistema architettonico semplice ma perfettamente efficace, capace di mantenere una temperatura interna stabile durante tutto l’anno. Ciò che sorprende maggiormente è che molte di queste abitazioni non sono ricostruzioni a uso turistico: ancora oggi, infatti, vi risiedono famiglie berbere, che preservano uno stile di vita ancestrale. Gli interni delle abitazioni trogloditiche sono essenziali, caratterizzati da superfici in terra cruda. Le pareti e i soffitti consistono solitamente in terra levigata, che lascia intravedere i segni lasciati dagli scalpelli durante lo scavo manuale. La struttura ipogea di queste dimore garantiva una termoregolazione naturale, mantenendo gli ambienti relativamente freschi in estate e più caldi in inverno.

Mos Espa (Star Wars Film Set) | Albina Andreeva on Unsplah
- Sidi Bou Said: il pittoresco e caratteristico villaggio di Sidi Bou Said potrebbe ricordare ad alcuni viaggiatori l’isola greca di Santorini, ma costellato di palme e con un tocco colorato tipicamente tunisino. Gli iconici edifici bianchi con porte, finestre e tetti di un blu vivido richiamano il mare e il cielo sullo sfondo, e da tempo questa località è un rinomato centro artistico. Alcune delle architetture audaci e uniche che si trovano qui potrebbero persino ricordarvi il sud della Spagna e del Portogallo, a testimonianza dell’influenza reciproca tra questi paesi
Ultimo, ma non per importanza: cosa mettere in valigia per andare in Tunisia?
Risposta rapida: la Tunisia è uno dei paesi più tolleranti del mondo arabo per quanto riguarda l’abbigliamento, e i viaggiatori se ne preoccupano molto più del necessario. Per le località turistiche e le spiagge, indossa ciò che indosseresti su qualsiasi costa mediterranea. Per le città e le medine, invece, un abbigliamento casual-elegante, con spalle e ginocchia coperte per facilitare i rapporti con la gente del posto, specialmente per le donne nei quartieri tradizionali. E ricorda che nelle moschee e nei luoghi di culto spalle e gambe devono essere coperte per tutti, più un foulard per le donne nei luoghi in cui è consentita la visita. In nessun altro luogo, invece, ci si aspetta che i viaggiatori indossino il velo.
Le vere sfide nella preparazione dei bagagli sono di natura pratica, non culturale: i ciottoli e le rovine richiedono scarpe adeguate, il nord è davvero freddo e umido in inverno, il deserto registra sbalzi di temperatura di 20 gradi tra mezzogiorno e mezzanotte, e il sole è molto forte per undici mesi all’anno. Abiti a strati, una sciarpa e scarpe con suole robuste risolvono la maggior parte delle esigenze in Tunisia!
Un viaggio in Tunisia combina solitamente ambienti molto diversi tra loro: spiagge mediterranee, medine urbane e il deserto del Sahara. Il clima, le regole di abbigliamento e le infrastrutture variano notevolmente da una regione all’altra, quindi preparare i bagagli con attenzione fa davvero la differenza. Abbiamo stilato questa lista sulla base dei tipi di viaggio più comuni: soggiorni sulla costa abbinati alla scoperta delle città e alle escursioni nel deserto.
- Prima di tutto, le scarpe, perché la Tunisia si visita a piedi: un paio di scarpe chiuse davvero comode e con suola antiscivolo (il ciottolato della medina, i campi di rovine e i sentieri nei canyon distruggono le suole fragili) più dei sandali per la costa
- L’essenziale: capi traspiranti da indossare a strati sopra capi di tendenza, quella sciarpa multiuso, un capo leggero a maniche lunghe che risolve in un colpo solo il problema del sole, della moschea e della sera, costumi da bagno, la giacca di stagione come indicato sopra
- Kit per il sole, indispensabile da marzo a novembre: crema solare ad alto SPF, occhiali da sole, un cappello vero e proprio
- Accessori pratici: un power bank per le lunghe gite di un giorno, eventuali medicinali su prescrizione nella confezione originale, poiché per trovare equivalenti esatti potrebbe essere necessario girare diverse farmacie, e una piccola borsa da giorno con cerniera per i souk
- Documenti e denaro: passaporto con validità di almeno tre mesi, prenotazioni stampate e una strategia che preveda l’uso di carta di credito e contanti, basata sulla valuta non disponibile in anticipo
- Da lasciare a casa: abbigliamento con stampe mimetiche, da evitare in un paese in cui i motivi militari sui civili attirano l’attenzione ai posti di blocco, e il drone. La Tunisia richiede un’autorizzazione preventiva per i droni e la dogana può trattenerli alla frontiera (e lo fa tranquillamente)
E ricorda, niente panico: la Tunisia richiede meno in termini di abbigliamento di quanto la sua reputazione lasci intendere e perdona più di quanto temano chi la visita per la prima volta. La sciarpa, le scarpe e gli strati di abbigliamento fanno il grosso. Il resto è crema solare!

Tra le strade di Sidi Bou Said | Chermiti Mohamed on Unsplah
La Tunisia è un paese in cui è facile viaggiare, ma qualche ultimo consiglio prima di lasciarti: conoscere un po’ di francese aiuta quando si ha a che fare con i tassisti e a leggere i menu, e, perché no, impara anche qualche parola di arabo: “shukran” (grazie) ti porterà più lontano di quanto tu possa pensare! Detto questo, prenditi tutto il tempo necessario per gustare il tuo primo bicchiere di tè alla menta, è così che il Paese si presenta.
La Tunisia ti restituisce ciò che le offri. Arriva con curiosità e con la volontà di rallentare il ritmo, e ti ricompenserà in modi difficili da prevedere. Con tutti questi consigli per un viaggio in Tunisia non ti resta che partire adesso, magari, insieme a noi.