Il cosiddetto mal di montagna (Acute Mountain Sickness o AMS), è una normale reazione dell’organismo alla diminuzione dell’ossigeno presente a quote elevate (generalmente oltre i 2.500 metri), che varia da persona a persona e che non dipende necessariamente dall’età o dalla preparazione fisica.
Nei primi giorni alcune persone potrebbero avvertire sintomi lievi come mal di testa, stanchezza, fiato corto durante gli sforzi, lieve nausea, perdita di appetito o difficoltà a dormire. Nella maggior parte dei casi si tratta di reazioni temporanee che tendono ad attenuarsi con il naturale acclimatamento del corpo.
Per favorire l’adattamento consigliamo di bere molta acqua, evitare un consumo eccessivo di alcolici, non eccedere con gli sforzi fisici e ascoltare sempre il proprio corpo. Anche mantenere un ritmo tranquillo durante passeggiate, escursioni e visite può aiutare ad affrontare meglio l’altitudine.
Quando l’itinerario prevede il raggiungimento di quote elevate, la progressione è studiata per favorire il naturale processo di acclimatamento, ma è importante essere consapevoli che ogni persona reagisce in modo diverso all’altitudine e non è possibile prevedere in anticipo come il proprio organismo risponderà: persone molto allenate possono accusare sintomi, mentre altre potrebbero non avvertire alcun disturbo.
Consigliamo quindi di leggere attentamente le specifiche del viaggio scelto, dove vengono indicate le altitudini raggiunte e il livello di impegno richiesto.
In presenza di patologie cardiovascolari importanti, ipertensione non controllata, problemi respiratori cronici o altre condizioni mediche rilevanti, consigliamo di confrontarsi con il proprio medico prima di iscriversi per valutare l’idoneità al viaggio.
Come sempre, lo staff locale sarà a disposizione per fornire supporto e suggerimenti qualora qualcuno dovesse accusare i sintomi tipici legati all’altitudine.