L’elevata quota può comportare qualche problema di adattamento nei primi giorni di permanenza. Un maggiore affaticamento, debolezza diffusa, mal di testa, una leggera nausea e tachicardia possono essere i primi sintomi del mal di montagna conosciuto in Ecuador come “soroche”: sintomi che vengono accusati dalla maggior parte dei turisti nei primi giorni di permanenza e costituiscono normali reazioni dell’organismo. Generalmente si tratta di sintomi lievi che spariscono in un paio di giorni. Esistono vari accorgimenti molto semplici che però possono essere di grande aiuto i primi giorni; nelle zone andine è bene evitare il fumo, l’alcool, faticose passeggiate e soprattutto evitare di mangiare molto e ridurre i cibi pesanti. Si consiglia di riposare qualche ora all’arrivo, lasciando che il sistema respiratorio si abitui gradualmente alla mancanza di ossigeno, inoltre è bene bere molti liquidi, il clima secco e ventoso può creare piccoli problemi di disidratazione. Nelle località andine è comune consumare il famoso “mate de coca” infuso di foglie di coca che ha effetti tonificanti sull’organismo e può prevenire ad alleviare i sintomi del soroche. Ci sono, però, alcune condizioni per cui è meglio valutare con attenzione – e possibilmente con il parere di un medico – se affrontare un viaggio in quota, come malattie cardiovascolari gravi, pressione alta e problemi respiratori cronici.
Inoltre, il cambio di clima, ambiente, abitudini alimentari richiede alcune semplici regole igienico-sanitarie: si consiglia di evitare di consumare pasti in luoghi dove l’igiene non è assicurata (chioschi lungo le strade, venditori ambulanti, etc.); mangiare verdure crude, succhi di frutta fresca; consumare solo bibite o acqua in bottiglia e senza l’aggiunta di ghiaccio, in quanto é possibile contrarre infezioni.
- Vaccinazioni obbligatorie: non ci sono vaccinazioni obbligatorie per recarsi in Ecuador. Il vaccino contro la febbre gialla è obbligatorio soltanto per i viaggiatori di età superiore ad 1 anno provenienti da Paesi a rischio di trasmissione della malattia, nonché per i viaggiatori che abbiano anche solo transitato per più di 12 ore nell’aeroporto di un Paese a rischio di trasmissione della malattia. Inoltre, al fine di rafforzare la prevenzione e il controllo della diffusione della febbre gialla, le Autorità ecuadoriane hanno introdotto l’obbligo di esibire – a decorrere dal 12 maggio 2025 – il Certificato Internazionale di Vaccinazione contro la Febbre Gialla, quale condizione imprescindibile per entrare nel Paese (da presentarsi ai controlli previsti negli ingressi per via aerea, terrestre o marittima).
La misura si applica nei seguenti casi: viaggiatori aventi la cittadinanza di Perù, Colombia Bolivia e Brasile o la residenza abituale in tali Paesi; viaggiatori di qualsiasi cittadinanza e indipendentemente dal luogo di residenza, che abbiano soggiornato per più di 10 giorni (in transito o in visita, a prescindere dai motivi) nei predetti Paesi, prima di fare ingresso o reingresso in Ecuador. Sono esenti da tale misura le persone dai 60 anni in su. Il Certificato Internazionale di Vaccinazione contro la Febbre Gialla deve indicare che il vaccino è stato somministrato almeno 10 giorni prima dell’effettuazione del viaggio nei predetti Paesi.
- Vaccinazioni facoltative: per le vaccinazioni facoltative consigliate, è sempre meglio contattare il proprio medico di fiducia o l’ASL locale