Le Città Imperiali del Marocco, sussurri del passato

Scritto da: Barbara B. e Viaggigiovani.it

Ultima modifica: 25/02/2026

Creato: 25/02/2026

Le Città Imperiali del Marocco

Terra dei due mari, il Mediterraneo e l’Oceano Atlantico. Terra del deserto del Sahara e dei Monti dell’Atlante. Terra della diversità che si mostra tra Nord e Sud del paese. Terra delle città imperiali, dei mercati, dei rumori cittadini e poi dei silenzi dentro le città murate. Visitare il Marocco è anche questo, così come fare un viaggio nel tempo archeologico e in quello di un presente della tradizione mai abbandonata. Terra delle Città Imperiali che portano tutti i volti del Marocco in ogni loro pietra.

Il bello di viaggiare in Marocco sta nel non dover scegliere se privilegiare gli aspetti culturali, naturalistici, esplorativi o marini. Il bello è passare da una spiaggia al deserto, da un Suk o una Medina alle cime montuose, dalla tranquillità di un cortile dipinto alla rumorosa vivacità di una piazza cittadina.

In ogni caso nessun viaggio può rinunciare alla scoperta delle straordinarie Città Imperiali, simbolo della storia del Marocco ed esempi della ricchezza culturale, religiosa e paesaggistica del paese.

Noi partiamo da loro, ma ti faremo assaporare anche ciò che sta oltre le mura fortificate, per farti scoprire i tanti modi di viaggiare in Marocco per sentire il paese, conoscere le persone, apprezzare la ricchezza delle tradizioni e immergerti nei suoi colori.

Il Marocco inizia dalle sue Città Imperiali: le scoprirai a partire dai monumenti principali e dalle esperienze tipiche, ma desideriamo sottolineare quante possibilità offrano di incontrare una cultura ricca di riferimenti religiosi, tradizioni e storia, a partire da quella Berbera.

­L’architettura del Marocco
è una testimonianza dello spirito creativo della nazione,
che riecheggia attraverso i secoli. ­

Cees Nooteboom

Dettagli dell'architettura marocchina, Marrakech | Le Città Imperiali del Marocco

Dettagli dell’architettura marocchina, Marrakech | Marco D’Abramo on Unsplash

Le Città Imperiali sono finestre aperte sulle persone, sui riti quotidiani e i diversi paesaggi. E poi sono occasioni di sperimentare i sapori, i colori, le diverse architetture testimoni di un passato pieno di vita. Il viaggio inizia e noi suggeriamo di viverlo con la calma e la curiosità di un Nomade Moderno!

Terra dei due mari, il Mediterraneo e l’Oceano Atlantico. Terra del deserto del Sahara e dei Monti dell’Atlante. Terra della diversità che si mostra tra Nord e Sud del paese. Terra delle città imperiali, dei mercati, dei rumori cittadini e poi dei silenzi dentro le città murate. Visitare il Marocco è anche questo, così come fare un viaggio nel tempo archeologico e in quello di un presente della tradizione mai abbandonata. Terra delle Città Imperiali che portano tutti i volti del Marocco in ogni loro pietra.

Il bello di viaggiare in Marocco sta nel non dover scegliere se privilegiare gli aspetti culturali, naturalistici, esplorativi o marini. Il bello è passare da una spiaggia al deserto, da un Suk o una Medina alle cime montuose, dalla tranquillità di un cortile dipinto alla rumorosa vivacità di una piazza cittadina.

In ogni caso nessun viaggio può rinunciare alla scoperta delle straordinarie Città Imperiali, simbolo della storia del Marocco ed esempi della ricchezza culturale, religiosa e paesaggistica del paese.

Noi partiamo da loro, ma ti faremo assaporare anche ciò che sta oltre le mura fortificate, per farti scoprire i tanti modi di viaggiare in Marocco per sentire il paese, conoscere le persone, apprezzare la ricchezza delle tradizioni e immergerti nei suoi colori.

Il Marocco inizia dalle sue Città Imperiali: le scoprirai a partire dai monumenti principali e dalle esperienze tipiche, ma desideriamo sottolineare quante possibilità offrano di incontrare una cultura ricca di riferimenti religiosi, tradizioni e storia, a partire da quella Berbera.

­L’architettura del Marocco
è una testimonianza dello spirito creativo della nazione,
che riecheggia attraverso i secoli. ­

Cees Nooteboom

Dettagli dell'architettura marocchina, Marrakech | Le Città Imperiali del Marocco

Dettagli dell’architettura marocchina, Marrakech | Marco D’Abramo on Unsplash

Le Città Imperiali sono finestre aperte sulle persone, sui riti quotidiani e i diversi paesaggi. E poi sono occasioni di sperimentare i sapori, i colori, le diverse architetture testimoni di un passato pieno di vita. Il viaggio inizia e noi suggeriamo di viverlo con la calma e la curiosità di un Nomade Moderno!

Ma cosa sono le famose Città Imperiali del Marocco?

Le quattro Città Imperiali del Marocco non sono solo tappe di viaggio: sono vere e proprie chiavi di lettura del paese. Vecchie capitali del Marocco, luogo di vita dei diversi sovrani e tutte Patrimonio Unesco, le Città Imperiali raccontano dinastie, potere politico e religioso, momenti di grande splendore e fasi di trasformazione.

Sono città in cui la storia non è chiusa nei musei, ma vive nelle strade, nei mercati, nelle moschee, nelle scuole coraniche, nei cortili interni. Visitare una Città Imperiale significa entrare in un tempo stratificato espresso in ogni pietra. Sono luoghi in cui la dimensione sacra e quella quotidiana convivono: una moschea accanto a un mercato, una madrasa accanto a una bottega artigiana, un palazzo reale vicino a una strada affollata.

Le Città Imperiali sono anche spazi di incontro: tra passato e presente, tra viaggiatori e abitanti, tra architetture monumentali e piccoli spazi quotidiani. È un viaggio di osservazione attenta fatta per rallentare e accettare anche di perdersi come parte dell’esperienza.

Nella storia del Marocco, le grandi porte urbane, le mura, le piazze non erano solo elementi funzionali, ma simboli di autorità, protezione e identità collettiva. Molte bellezze sono nascoste dietro muri semplici, dentro cortili silenziosi, in spazi interni che si aprono all’improvviso.

Con le Città Imperiali del Marocco inizia un viaggio fatto di un’estetica dell’intimità e di un modo di abitare che racconta una cultura che protegge la vita privata e crea silenzi dentro il rumore. Un Nomade Moderno lo sa, l’esperienza può anche essere fatta dalla capacità di rallentare e vivere ogni scoperta.

Marrakech, cosa visitare nella vivace e frenetica Città Imperiale

Marrakech, o la Perla Rossa per il colore delle sue case, pare sia stata fondata nel 1062 da Ibn Tasfin, considerato il padre del Marocco. Vive tutte le fasi storiche del paese e porta i segni di tutte le influenze delle varie occupazioni, portoghese, spagnola e francese.

È una città sensoriale, fatta di colori intensi, profumi di spezie, rumori continui, luci che cambiano durante la giornata. Resterà con te per la sua intensità. Nel visitarla si è subito colpiti dai 19 km delle sue Mura difensive in argilla e dai 200 bastioni che circondano la Medina. Dentro le mura, Jemaa el-Fna, la grande piazza simbolo della città.

Qui si concentra la vita della città: bancarelle, musicisti, cantastorie, venditori di cibo, piccoli spettacoli improvvisati. È uno spettacolo umano che racconta il Marocco popolare, vivo, rumoroso e profondamente umano. Nel souk si entra in un mondo fatto di artigianato, trattative, botteghe storiche. Pellami, lanterne, tappeti, ceramiche e spezie che sono protagoniste della Piazza delle spezie detta Rahba Kedima.

Ma Marrakech offre molto di più del suo centro vitale.

La Moschea Koutabia del 1147, l’edificio più alto della città e che determina le altezze di tutti gli altri edifici. La scuola coranica del XV secolo, Medersa Ben Youssef. Il Museo di Marrakech costruito secondo la tradizione delle case Moresche. I Palais el-Bahia e el-Badi. Il quartiere ebraico o Mellah e, infine, il Jardin Majorelle, oasi di silenzio, spazio intimo della città che ti farà rallentare e osservare Marrakech da un’altra prospettiva.

Marrakech sa raccontare al meglio il delicato rapporto tra tradizione e turismo. È una delle mete più visitate del paese e questo ha sicuramente trasformato quartieri, ritmi e abitudini. Ma sotto questa superficie rimane una città profondamente marocchina.

Allontanandosi di poco dai percorsi più battuti, si incontrano zone in cui la vita quotidiana riprende il sopravvento: bambini che giocano, donne che fanno la spesa, uomini seduti a chiacchierare davanti a un tè. È qui che Marrakech mostra il suo volto più vero, meno spettacolare, ma più umano.

Un volto che puoi conoscere anche attraverso il cibo: ogni boccone al cumino, allo zafferano e alla cannella offre un assaggio della secolare tradizione che sta alla base della cucina marocchina. In ogni angolo di Marrakech troverai delizie di strada: dagli spiedini sfrigolanti al msemen appena sfornato, senza mai rinunciare ai dolci datteri e al tè alla menta per un dessert perfetto.

Il Marocco in cucina: colori e spezie

Conoscere il Marocco è conoscere la sua cucina. Un’espressione colorata e speziata delle tradizioni, dei popoli e dei paesaggi del paese. È una cucina che parla di lentezza, di profumi, di condivisione a partire dai suoi piatti iconici.

 

Il tajine, cotto lentamente e servito in piatti con un coperchio a cono. Il cous cous servito con verdure, ceci, carni e pesci. La harira, una zuppa fatta con lenticchie, ceci e spezie. Il saffron, un tortino allo zafferano. Il khobz, un pane morbido e servito con burro e marmellata. Il tè alla menta, un vero e proprio rito sociale, servito con i diversi dolcetti alle mandorle. E poi ci sono le spezie, cumino, coriandolo, zenzero, curcuma, cannella, che costruiscono un’identità riconoscibile.

 

I pasti sono spesso momenti collettivi, in cui si mangia dallo stesso piatto, si spezza il pane insieme, si conversa. Mangiare in Marocco significa anche condividere, un verbo che imparerai a conoscere bene durante il tuo viaggio in Marocco.

Fes, cosa vedere nel cuore autentico del Marocco

Fes, fondata nel 789 da Idris I come prima capitale politica, religiosa e culturale, ancora oggi considerata il cuore spirituale e culturale del Marocco, è una città ricca di stimoli, un’esperienza fatta di vicoli, angoli sorprendenti, spazi collettivi e dettagli artistici.

Ha la particolarità di essere divisa in due parti: Fes el-Bali, la parte più antica, e Fes el-Jedid,la città nuova imperiale fondata nel XII secolo. La Medina di Fes, Patrimonio UNESCO, è una delle più grandi e meglio conservate del mondo islamico e ti farà vivere un vero salto nel tempo. Qui i mestieri tradizionali sono ancora praticati come secoli fa: conciatori di pelle, tintori, fabbri, falegnami.

Le botteghe sono piccoli mondi in cui il lavoro manuale conserva un valore centrale: un esempio sono proprio le Concerie, da visitare senza esitazione, in cui si lavora il cuoio e lo si tinge a mano con tecniche antiche come quella detta Chouara del XI secolo.

Fes ospita anche una delle Università più antiche del mondo, Al-Qarawiyyin, e numerose madrase che raccontano un passato di grande raffinatezza artistica. Le decorazioni in zellige, legno intagliato e stucchi testimoniano una cultura che ha fatto dell’arte un linguaggio spirituale. Da visitare anche il Palazzo Reale con la sua Porta Blu e 80 ettari di giardini, moschee, madrase e una kubba, e il Caravanserraglio Fadouk el-Nejjarine.

Un momento speciale sarà quello delle visite alla Scuole coraniche: la Medersa el-Attarine, costruita tra il 1323 e il 1325, è la Medersa degli Spezieri e un meraviglioso esempio di architettura moresca. E la Medersa Bou Inania, costruita tra il 1350 e 1357, con Moschea e Minareto

Fes è una città che premia chi rallenta. È meno immediata di Marrakech, meno spettacolare, ma più profonda. Per molti viaggiatori rappresenta uno dei luoghi in cui il Marocco si mostra nella sua forma più intensa e stratificata.

Le concerie di Fes | Le Città Imperiali del Marocco

Le concerie di Fes | Parker Hilton on Unsplash

Meknès, cosa vedere nella Versailles del Marocco

La Città Imperiale di Meknès è spesso meno affollata rispetto a Marrakech o Fes, ma proprio per questo regala un’atmosfera più raccolta e rilassata. Una delle sue particolarità è poi quella di essere al centro di un paesaggio verdissimo, fatto di coltivazioni di olive, uva e frutta. Fondata come capitale imperiale dal sultano Moulay Ismail, Meknes conserva mura monumentali e grandi porte, tra cui la spettacolare Bab Mansour, una delle più belle del Marocco.

Curiosità: Meknès è spesso definita la “Versailles del Marocco” per la sua grandiosa bellezza architettonica e la visione stravagante del sultano Moulay Ismail, che regnò dal 1672 al 1727. Proprio come Luigi XIV trasformò Versailles in un simbolo del potere e del lusso francese, Moulay Ismail mirò a creare una città che riflettesse la forza e l’opulenza reale del Marocco. Sotto il suo regno, Meknès divenne una magnifica capitale imperiale, ricca di vasti palazzi, giardini elaborati e porte monumentali. La grandiosità e la sontuosità di queste strutture, tra cui, come appena accennato, la famosa porta Bab Mansour, rivaleggiavano con quelle dei palazzi europei, valendo a Meknès il soprannome di “Versailles”.

Da visitare è il Mausoleo di Moulay Ismail, uno dei pochi luoghi religiosi accessibili anche ai non musulmani e per questo un’importante occasione per entrare in contatto con la spiritualità locale. Anche Meknès ha la sua Scuola Coranica del 1330, Medersa Bou Inania, e la sua Piazza, Place al-Hadim: luogo d’incontro, centro vitale per l’economia locale, la dimensione culturale e sociale.

Meknes è anche un ottimo punto di partenza per visitare Volubilis, le rovine romane che aggiungono un ulteriore livello temporale al tuo viaggio. Colonne, mosaici e panorami sulla campagna raccontano un Marocco che affonda le sue radici anche nel mondo romano.

Se in molti casi Meknès è considerata la Città Imperiale minore, lo sguardo del Nomade Moderno vede invece l’opportunità di osservare il Marocco dal suo lato meno affollato e, quindi, più autentico.

È arrivato il momento della capitale del Marocco: ecco cosa vedere a Rabat

Finiamo il viaggio tra le Città Imperiali del Marocco a Rabat, la capitale politica del Marocco e la città che mostra un volto più moderno e ordinato rispetto alle altre. Ampi viali, quartieri residenziali, edifici istituzionali convivono con una medina più raccolta e con importanti siti storici. Molte le cose da scoprire.

La Kasba degli Oudaia, il quartiere fortificato del XII secolo con la sua moschea affacciata sull’Oceano. Il complesso di Hassan con una Moschea a cielo aperto. I bastioni Almohadi, un Vallo andaluso con una recinzione intervallata da bastioni. Chellah, la necropoli di Rabat. La Torre Hassan e il Mausoleo di Mohammed V, padre dell’indipendenza marocchina.

Rabat racconta un Marocco che guarda al futuro, mantenendo però un legame forte con la propria identità storica e, per chi la visita, è la Città Imperiale che avvicina all’Oceano e fa respirare questo paese tra terra e mare.

Tra le vie di Rabat | Le Città Imperiali del Marocco

Tra le vie di Rabat | Tobias Pfeifer on Unsplash

Non solo Città Imperiali: Casablanca e l’altro Marocco

Difficile parlare del Marocco senza Casablanca, il volto più cosmopolita e contemporaneo del paese. È una città dinamica, fatta di quartieri moderni, lungomare, locali e grandi arterie urbane. Il simbolo indiscusso è la Moschea Hassan II, una delle più grandi al mondo, costruita in parte sull’oceano, con il suo Minareto di 210 metri. Da vedere anche la Nouvelle Ville del periodo francese e la Cattedrale del Sacro Cuore nel Parc de la Ligue Arabe. Ma il Marocco è più delle sue città, è anche pianure agricole, le montagne dell’Atlante, i villaggi più tradizionali, le gole, le oasi.

Il passaggio attraverso l’Atlante è uno dei momenti più forti del viaggio. Le strade salgono, i panorami si aprono, i colori cambiano. Le montagne non sono solo uno sfondo, ma un territorio abitato, fatto di piccoli villaggi berberi, campi coltivati, mercati locali. Qui il Marocco mostra una dimensione più agricola e pastorale. Le persone vivono in stretto rapporto con il territorio, con il clima, con le stagioni.

Il Marocco è anche il Sahara. Il deserto non è solo un luogo geografico, ma anche un’esperienza emotiva. Le dune, il silenzio, il cielo stellato, la vita nei campi tendati raccontano un Marocco essenziale e rappresentano, per ogni viaggiatore, una delle esperienze sognate e attese.

E poi il mare, l’Oceano e le onde. Agadir è forse la località più nota, attrezzata e frequentata, per questo dobbiamo ricordarci di Essaouira, a sud della costa atlantica, famosa per la sua Medina, per le case imbiancate, per il porto antico e per le sue onde perfette.

Tradizioni marocchine e cultura berbera

La cultura marocchina è il risultato di un intreccio profondo tra tradizioni arabe, berbere, africane ed europee. La presenza berbera, in particolare, è fondamentale per comprendere l’identità del paese. I berberi, o amazigh, un popolo nomade con origini che risalgono a 12.000 anni fa, hanno mantenuto nel tempo lingua, costumi, artigianato e un forte legame con il territorio, soprattutto con le montagne dell’Atlante e le zone desertiche.

 

In Marocco si contano almeno 5 milioni di berberi, riconoscibili anche dall’uso di una loro lingua, riconosciuta ufficialmente nella costituzione del Marocco a partire dal 2011. Nei villaggi berberi si incontrano case in terra cruda, tessiture tradizionali, musica locale e una forte dimensione comunitaria. È spesso qui che il viaggio diventa incontro autentico, lontano dai percorsi più battuti.

 

La cultura berbera è anche una cultura della resilienza, sia per i vari tentativi di dominio e assimilazione da parte delle altre culture, sia per la capacità di vivere in montagna o nel deserto. I Berberi hanno dimostrato capacità di adattamento, organizzazione comunitaria e una profonda conoscenza del territorio. Viaggiare in Marocco significa anche entrare in una dimensione in cui il tempo è scandito anche da questi incontri, profondamenti umani.

Il Marocco è una terra dove la storia incontra la magia, e le sue quattro città imperiali non fanno che evidenziarlo. Marrakech, Fes, Meknes, Rabat: ognuna di queste capitali storiche ha svolto un ruolo fondamentale nel plasmare la cultura, l’architettura e l’identità del Paese. Queste città erano un tempo sedi del potere e conservano ancora oggi maestosi palazzi, grandi moschee e vivaci medine che riflettono il passato reale del Marocco. Visitarle offre uno sguardo unico sull’architettura, le tradizioni e la vita quotidiana marocchina.

Le città imperiali del Marocco sono musei viventi, ricchi di storia reale, ricchezza culturale e architettura senza tempo. Dalle vivaci strade di Marrakech al fascino medievale di Fes, dalle maestose rovine di Meknes all’autentica eleganza di Rabat, ogni città offre un viaggio attraverso il passato e il presente imperiale del Marocco. Adesso non ti resta che partire per immergerti a pieno nella loro storia, magari, insieme a noi. ✈️

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