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Un viaggio in India fa distogliere occhi e pensieri dalla realtà, e sembra di catapultarsi in un altro pianeta, così diverso, eterogeneo, pazzesco. Camminando di cortile in cortile, potremo quasi sentire la "musica Sufi" provenire da un vicino santuario e se saremo fortunati potremo ammirare le graziose ballerine che danzano su giganteschi pavimenti a scacchiera.

L’India offre vari itinerari possibili: dal tour lungo le rive del Gange che percorre le principali città del nord con Jaipur, Varanasi ed Agra con l’affascinante Taj Mahal, il monumento dedicato all’amore più bello e conosciuto al mondo; al viaggio in Rajasthan alla scoperta della terra dei Maharaja, tra forti inespugnabili, maestose havelis (case tradizionali indiane), musica, danza, colori… oppure con l’itinerario in Ladakh e Kashmir, definito “piccolo Tibet” per la bellezza del paesaggio: cime innevate, forti arroccati sulle montagne, dune di sabbia e cammelli per un viaggio unico e indimenticabile. E se cercate qualcosa in più, perché non avventurarsi a Sud, nelle giungle del Kerala? All'India non manca davvero nulla, una volta nella vita va assolutamente vissuta

Viaggi e Tour India, le nostre proposte

 
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ESPERIENZE DA PROVARE IN INDIA, LA TOP 10

 

CIBI E BEVANDE INDIANI, I "MUST"

L'arte culinaria in India offre un panorama estremamente variegato reso ulteriormente complesso dalla molteplicità di divieti imposti ai credenti dai vari culti religiosi. I musulmani non mangiano maiale e non possono assumere alcolici, gli indù non consumano carne bovina, molte comunità stanziate nel meridione del paese - ad esempio i guajarati - sono completamente vegetariane. Nonostante queste limitazioni la cucina indiana è comunque varia, ricca e raffinata, molto apprezzata dagli estimatori delle pietanze piccanti. Coloro che invece prediligono gusti più delicati dovranno rassegnarsi, specie nelle regioni meridionali, a gustare solamente i piatti più semplici, perché le ricette più raffinate richiedono spesso diverse ore di preparazione e le spezie piccanti vengono aggiunte fin dalle prime fasi.

Nella zona settentrionale del paese si consumano molta carne e moltissime spezie, ma moderatamente piccanti sullo stile delle cucine centroasiatiche, oltre a cereali e pane. Nelle regioni meridionali il consumo di carne è inferiore e il riso è onnipresente, accompagnato quasi sempre da curry piuttosto piccanti. La giornata indiana inizia spesso con una robusta colazione a base di idli (frittelle di riso cotte al vapore), laddu (ipercaloriche palle di farina di ceci, latte condensato, uvetta e zafferano), kashmiri biryani (macedonia di frutta con riso) e sambar dal (sorta di minestra acida a base di verdure e lenticchie).
Un piatto estremamente comune nel meridione del paese è il thali che viene servito in un grande vassoio a più scomparti: nella parte centrale si trova il riso, contornato da una grande scelta di verdure condite con diversi tipi di curry. Come molti piatti della cucina vegetariana del sud del paese, il thali viene mangiato abitualmente con le mani senza l'uso di posate. (In casi simili ricordiamo ai viaggiatori condizionati dal galateo europeo che è comunque consigliabile seguire la tradizione locale secondo cui si deve utilizzare solo la mano destra per prendere il cibo, dal momento che la sinistra viene adibita alla pulizia intima ed è considerata impura).

La cucina indiana propone anche molti piatti a base di carne - pollo, agnello e qualche volta manzo - o pesce. Fra i piatti sicuramente meritevoli di un assaggio ricordiamo il biryani (frutta secca, riso speziato e carne, generalmente pollo), i kabab (spiedini di carne), il pulao (riso con curry e zafferano insieme a fagioli, lenticchie, cipolle e carne) e il tandoori (pollo o in alternativa montone o manzo cotti al forno, marinati in yogurt aromatizzato con erbe e qualche vota cetrioli).

Per quanto riguarda le bevande alcoliche le dottrine religiose sono ugualmente limitanti: la grande comunità musulmana infatti è storicamente proibizionista, gli indù invece considerano il consumo di alcolici come dispendioso e immorale, mentre richiedere anche solo una birra in un locale vegetariano causerà all'incauto turista sentite occhiatacce di disapprovazione. Ciononostante il consumo di alcolici in India è in lento ma continuo incremento a causa della progressiva laicizzazione della società e del conseguente allentamento delle norme un tempo molto rigorose. Oggi rimangono però tasse sugli alcolici decisamente considerevoli: i dazi doganali scoraggiano le importazioni e in alcuni stati, fra i quali il Gujarat, è tassativamente vietato il consumo di qualunque alcolico. La produzione viticola del paese è scarsa e per lo più consigliabile a temerari con lo stomaco di ferro. Qualche soddisfazione possono invece riservare le birre nazionali, sicuramente in grado di rinfrescare il viaggiatore da una giornata stancante o afosa. Attenzione però a non esagerare! Sembra infatti che venga utilizzata una grande quantità di conservanti consentiti dalla legge indiana, ma non sopportati dagli europei. È sconsigliato anche il consumo dell'arak (sorta di grappa di riso) in qualunque locale non di lusso. Sembra che nel solo 1995 oltre 1.000 persone abbiano perso la vita a causa dell'alcol metilico aggiunto alla bevanda nelle distillerie clandestine, diverse centinaia invece hanno perso la vista. Una scelta più sicura potrebbe essere costituita dai prodotti contraddistinti dalla scritta IMFL, fatti in India su licenza (e spesso sotto il controllo) di industrie occidentali.

Viaggigiovani.it ritiene che uno dei modi migliori per scoprire un paese sia il cibo! Ci sono infinite opzioni tra cui scegliere ed in modi diversi, sia in piedi mangiando dello street food o comodamente seduti in un ottimo ristorante. Ecco i migliori piatti indiani che dovete assolutamente provare:

 

Antipasto di fritture fatte con pastella di ceci, possono essere di verdure (vegetable), formaggio (cheese) o funghi (mushroom).
Piatto unico con pane indiano, riso bianco, spezzatino con salsa curry più o meno piccante e verdure.
Un secondo piatto costituito da polpette di formaggio e patate.
Che sia Roti (fatto con farina integrale e acqua, non lievitato e cotto sul forno) o Chapati (pane fatto con farina di frumento, non lievitato e cotto sulla tawa) o Puri (pane fritto) non potete evitare di assaggiarlo!
  • Tipico piatto del Kerala, fatto con riso bianco e salse varie, dalla più soft alla piccante, servito su una foglia di banano.

ACQUISTI E SOUVENIR INDIA, I CONSIGLI

Non vorreste mica tornare a casa senza un souvenir dall’India? Il paese offre una grande varietà di prodotti locali, che vi ricorderanno il viaggio in PAESE. Ecco una breve lista di cosa potete comprare:

 

  • Artigianato locale: che sia la ceramica blu smaltata di Jaipur, colorati tappeti del Kashmir oppure oggettistica in rame e ottone prodotta in Uttar Pradesh non potete tornare a casa senza un ricordo di questa terra affascinante.
  • Sari: indumento tradizionale indiano, è una fascia lunga dai 4 ai 9 metri che si avvolge senza cuciture attorno al corpo. Se è composto da un tessuto di qualità (cotone o seta indiani) ha colori splendenti ed è decorato.
  • Spezie: tè indiano, spezie pure o miscelate, essenze, incensi, oli, erbe ayurvediche… in India ce n’è per tutti i gusti.
  • Scialli e pashmine : il nome deriva dalla lana “pashmina”, la stessa da cui si trae il cashmere, con la differenza che la pashmina è la lana della gola della capra che viene filata manualmente. Gli scialli migliori si trovano a Leh (Ladakh), Srinagar (Kashmir) e negli empori delle grandi città come Delhi.
  • Cosa non comprare: evitate invece di acquistare statue di Buddha (l’esportazione è illegale), sigarette o prodotti vietat ai minori perché è considerato reato e le punizioni sono piuttosto severe.

 

HIGHLIGHTS INDIA

Delhi

Capitale caotica dell’India, è un vero e proprio assalto ai vostri cinque sensi: i chiassosi clacson, i miscugli di odori dai più gradevoli a quelli meno, le vacche sacre lasciate liberamente pascolare in mezzo alle vie e il forte inquinamento farebbero pensare di non trovare niente di interessante in questa enorme metropoli. Tuttavia questa città è ricca di storia e ci sono diversi monumenti assolutamente da non perdere: il Forte rosso, che prende il suo nome dall’arenaria rossa usata per costruire le sue mura, è il simbolo della città, e passeggiare nei suoi parchi ti ripara per un attimo dal chiassoso mondo esterno; Jama Majid è la moschea più grande dell’India e dai suoi minareti si può avere un ottimo scorcio della città; la tomba di Humayun è uno splendido esempio delle prime fasi dell’architettura Moghul; il Qutub Minar, una torre innalzata per la celebrazione della vittoria sull’ultima dinastia hindu, è un bell'esempio di antica architettura afgana. Ma Delhi non è solo questo, è ricca anche di variopinti mercati, locali eleganti e moltissimi ristoranti per poter assaporare la mitica cucina indiana.

Jaipur

Jaipur, la capitale dello stato del Rajasthan, è famosa per i suoi edifici di arenaria rosa. Cinta da mura in cui si aprono sette porte, tanti quanti sono i blocchi in cui è suddivisa, la città ha una planimetria armoniosa e belle strade lastricate. Al colore degli edifici si aggiungono quelli degli abiti delle donne, dei turbanti degli uomini e dei pittoreschi bazar dove i migliori oggetti dell'artigianato indiano vengono offerti a prezzi incredibili.

Taj Mahal

Come si potrebbe visitare l'India senza passare per il Taj Mahal? Il monumento dell'amore per antonomasia, il Taj Mahal è il capolavoro dell’arte musulmana in India, è uno dei monumenti più conosciuti del mondo e costituisce l’apice dell’architettura sepolcrale islamica. Oltre a questo splendido sito, avrete la possibilità di visitare anche il forte di Agra, altro simbolo della città che passa in secondo piano solamente per la presenza del suo scomodo vicino.

Varanasi

Varanasi o Kashi meglio conosciuta con il nome di Benares, una delle più antiche città del Mondo, è l'anima dell'India, la più Santa delle città sante. La città si trova sulla riva sinistra del Gange, tra la foce fiume Varuna a nord e quella del fiume Assi a sud, da cui il nome Varanasi. Per gli induisti il territorio che si estende tra questi due fiumi è il luogo più sacro che ci sia sulla terra. Le antiche scritture la proclamano città eterna, la dimora del dio Shiva della quale ne sarebbe reincarnazione e anche quando il mondo cadrà e diventerà il Nulla, rimarrà dimora del dio Shiva dal quale nascerà un nuovo mondo.

Orchha

Orchha fu capitale, dal XVI° secolo, della dinastia Rajput dei Bundela, che governava la zona compresa tra i fiumi Narmada e Yamuna e che, occupando il vuoto di potere lasciato dal crollo del Sultanato di Delhi, e dei conseguenti piccoli Sultanati autonomi, estese il suo dominio fino a questa zona. Orchha, che significa nascosta, fu fondata dal capo Raja Ruda Pratap su di un precedente insediamento, che circondò di mura e che collegò con un ponte ad arco. E' un'isola di pace e di tranquillità ed un magnifico esempio di fortezza medievale dove i muri e le torrette racchiudono giardini, padiglioni, templi. Un luogo tanto incantato quanto trascurato.

Khajuraho

Le colline Vidhya nel distretto Chatarpur del Madhya Pradesh circondano il piccolo villaggio di Khajuraho. Situato a 395 km a sud-est di Agra, è così rurale che si fa fatica credere che un tempo fosse la capitale religiosa della dinastia Chandela, una delle più potenti dinastie rajput dell'India centrale. L'unico fiume importante è piuttosto distante e il villaggio non presenta nessuna significativa attività economica. Fu qui però i Chandela eressero 85 templi; i 22 rimasti ci danno un assaggio di un periodo in cui l'arte e la devozione indù raggiunsero il culmine. I templi di Khajuraho sono una delle attrattive principali di tutto il paese. Famosi per le sculture erotiche, raffinate e giocose, raffiguranti uomini e donne aggrovigliati in acrobatici abbracci. Il complesso dei templi, fatti costruire dai Chandella, è immerso in un verde curatissimo che trasmette una sensazione di grande pace e bellezza.

Gange

Il Gange è uno dei fiumi tra i più grandi del subcontinente indiano ed è conosciuto in tutto il mondo per il suo importante significato religioso: il Gange è infatti considerato sacro dagli indù, che lo ritengono un luogo di purificazione spirituale. Il fiume, la cui lunghezza totale supera i 2500 chilometri, nasce dal ghiacciaio himalayano di Gangotri, posto a più di 6700 metri di altitudine e scorre quasi interamente entro la regione nord dell'India, parallelamente alla catena montuosa dell'Himalaya, raggiungendo la pianura dell'Hindustan. Il corso del fiume prosegue attraversando la regione del Bengala, dove si divide in varie diramazioni, tra cui lo Hoogly, che passa per Calcutta. L'altra parte del fiume, che è la principale, confluisce nel fiume Padma, terminando nel Sundarbans, per poi riversarsi nel Golfo del Bengala. Lungo il suo percorso, il fiume attraversa le città di Mirzapur, Varanasi, Ghazipur, Patna e Bhagalpur, luoghi in cui vengono celebrate numerose cerimonie religiose in onore della dea Ganga (la divinità personificata del Gange): significativo è il bagno nelle acque del Gange, ritenuto uno dei riti di purificazione più importanti dell'Induismo.

Mandawa

Mandawa è una piccola cittadina che si trova nel cuore della regione dello Shekewati, nello stato del Rajasthan. Il Forte di Mandawa è una delle più importanti attrazioni turistiche del luogo. Questa fortezza, che si innalza nel territorio, offre una visione chiara di tutta la città. Le arcate di questo bel forte sono dipinte con impressionanti disegni raffiguranti il Signore Krishna e le sue pastorelle. Ogni stanza di questo palazzo mostra decorazioni e temi diversi. Le pareti di queste camere sono decorate con bellissimi dipinti di grandi dimensioni e magnifici specchi lavorati a mano. Il forte è stato trasformato in un hotel, patrimonio del Rajasthan. Offre un gran comfort e diversi altri servizi per gli ospiti che in esso alloggiano. Scoprirete inoltre che le mura di questa mansione sono decorate con ritratti reali. Qui troverete una vasta collezione di oggetti d'antiquariato che trasporteranno la vostra mente alla grande epoca Rajput.

Bikaner

Bikaner è la quarta città più grande del Rajasthan. Se volete vedere la bellezza nel deserto, passate da Bikaner. Bikaner fu fondata da Rao Bika Ji nel 1488 d.C., e rappresenta la civiltà dei Rajput, con i suoi templi favolosi, havelis, castelli e molte altre strutture. Bikaner è inoltre famosa per i namkeens, il più noto dei quali è il Bikaneri Bhujia. Oltre a questo le principali attrazioni di questo luogo, che hanno richiamato l'attenzione del turista sono: il Forte di Junagarg, il Palazzo di Gajner, il Tempio di Karni Mata, l'allevamento di Cammelli, il Sagar Devi Kund e molto altro ancora. Tra tutti questi richiami della splendida Bikaner, il Palazzo di Gajner ne è sicuramente il principale. Ciò è dovuto al fatto che il palazzo si estende per circa cinquemila ettari in una architettura fatta di pietre sabbia rossa. Dopo aver visitato Gajner Mahal, il prossimo monumento di Bikaner che vale la pena di visitare è il Forte di Junagarh. La sua architettura si compone di una muraglia imponente che racchiude circa trentacinque cittadelle che si estendono per circa diecimila metri.

Jaisalmer

Jaisalmer, un deserto magico, è uno fra i più prezioso gioielli d'India. Il solo nominare Jaisalmer evoca nella testa di tutti colori e sensazioni vibranti. Jaisalmer è nota per le sue Haveli reali, che le regalano la denominazione di "città d'oro", ma soprattutto per il suo Forte, un enorme castello di sabbia che si erge come il miraggio di un'epoca ormai dimenticata nel bel mezzo del desolato Thar.

Jodhpur

Jodhpur è denominata la "città blu", Porta del Thar (in quanto all’estremità di questo deserto) o "città del sole". Molti i sostantivi e aggettivi per descrivere la sua magica bellezza. Se arrivate qui, sicuramente vorrete visitare il forte che, nei suoi cinquecento anni di storia, non è mai stato preso da alcun esercito nemico. Nonostante il nome, non si tratta di un edificio militare, quanto di una cittadella fortificata dove, tra le altre cose, si trovano il palazzo del Maharaja, alcuni templi, ed un giardino, che da queste parti è uno dei beni più preziosi.

Ranthambhore

Il Ranthambhore National Park è il posto migliore del Rajasthan per osservare le tigri in libertà. Con una superficie di 1334 km di giungla selvaggia circondata da erti dirupi, è dominato al centro dallo straordinario Ranthambhore Fort risalente al X secolo. I dintorni del forte sono disseminati di antichi templi e moschee, padiglioni di caccia, laghi abitati da coccodrilli e chhatri coperti da rampicanti. Il parco è stato una tenuta di caccia dei maharaja fino al 1970 - 15 anni dopo essere diventato una riserva naturale.

Srinagar

Srinagar, fu la capitale del Garhwal fino al 1985, quando venne ceduta agli inglesi come rinconoscimento per aver ricacciato in Nepal gli invasori Gurkha. In occasione del giorno di Vaikunth Chaturdashi (novembre), le coppie senza figli vegliano per tutta la notte presso l'antico tempio di Kamleshwar innalzando le preghiere per poter avere dei bambini. Ma Srinagar è famosa per le houseboats, strutture ricettive costruite con legno di cedro e misurano dai 24 ai 38 mt in lunghezza e dai 3 ai 6 mt in lunghezza.

Kargil

Capoluogo amministrativo delle valli di Suru, Drass (il secondo posto più freddo al mondo dopo la Siberia), Wakha e Bodh Kharbu, Kargil è situata a metà strada tra le vallate alpine del Kashmir e le fertili pianure della Valle dell'Indo e del Lakakh. Bagnata dalle acque impetuose del fiume Suru, pur essendo la seconda città del Ladakh per gradezza, consiste in una lunga via principale, Main Bazaar Rd, da cui si dirama un'infinità di vicoletti.

Leh

Cuore e anima del Ladakh, sarà il nostro campo base e porta d’accesso alle bellezze naturali e culturali della regione. Durante la nostra permanenza si avrà l’opportunità di visitare i monumenti locali, come il fatiscente Leh Palace, passata dimora della famiglia reale; il Victory Fort, inerpicato sulla collina Namgyal e raggiungibile a piedi per chi ha sufficiente fiato; il recente Soma Gompa, diventato il centro buddista del luogo; la moschea della città; l’immacolato Shanti Stupa; oppure semplicemente perdersi nel labirinto di viuzze e case del vecchio centro. Ma in questo piccolo centro si respira anche un clima alpino, essendo di fatto il centro per i trekking e le ascese alle montagne vicine.

Monasteri della valle dell'Indo

Costruiti in posizione elevate e spettacolari che dominano i villaggi, sono il vero simbolo del Ladakh e della sua spiritualità. Lungo la valle dell’Indo avremo modo di vedere e visitare diverse cose, tra cui il monastero di Tikse, Shey e Hemis nella parte orientale della valle, i monasteri di Alchi, Liker e Lamayuru, il monastero più antico della regione, nella parte occidentale. Visiteremo anche dei palazzi tipici, come lo Stok Palace, adibito a museo e dimora dell’ultimo re del Ladakh, e il Bagso Palace nell’omonimo villaggio antica capitale del regno del Ladakh inferiore.

Nubra Valley

Separata da Leh dal Khardung La, il valico carrabile più alto al mondo (5600 m s.l.m.), è una rigogliosa e fertile valle (Nubra vuol dire verde) un tempo situata sulla rotta commerciale tra Tibet e Turkestan. La valle è un'amplissima golena attraversata dai fiumi Shoy e Nubra, ricca di foreste fitte dove si nascondono diversi animali tra cui i cammelli a due gobbe oramai non più selvaggi, alte dune di sabbia, sorgenti di acqua calda e gli immancabili monasteri.

Tso Moriri e Tso Kar

Sulla via del rientro a Delhi si farà una deviazione seguendo per un po' l'Indo, fino a ripiegare alla Rupsu Valley, per addentrarsi a Tso Moriri (4400 m s.l.m.), conosciuto come il lago di montagna. Questo posto è ideale per rilassarsi, visitare i vicini Gompa o fare delle belle passeggiate nei dintorni. Poco distante c'è un altro interessante lago, lo Tso Kar, meglio conosciuto come lago bianco.

Pushkar

Pushkar è una città incantata, dalle case coloratissime nel quartiere del mercato, e bianchissime quando affacciano sul lago, il fulcro di tutto. Gli abitanti raccontano che il lago sia nato da una lacrima di Brama, una delle più venerate divinità induiste. E qui sorge l'unico tempio indù al lui dedicato di tutto il mondo. Per gli induisti che venerano Brama, Pushkar è una sorta di Mecca. Un pellegrinaggio da fare, almeno una volta nella vita. Ogni anno nel mese di novembre va in scena la Pushkar Camel Fair, una delle manifestazioni più importanti dell'Asia, in cui convergono a Pushkar circa 200.000 persone e 50.000 fra cammelli, asini, cavalli, che si confrontano con giochi, sfide, regalando un'atmosfera unica, colorata e surreale.

FAQ INDIA

Per recarsi in India è necessario il passaporto con validità di almeno 6 mesi dalla data di ottenimento del visto. È richiesto inoltre un visto d'ingresso da ottenere prima della partenza sul sito ufficiale dell'India Visa Online. In fase di compilazione, è necessario essere in possesso del passaporto, di una fototessera digitale a colori (max 1 mega) e dell'indirizzo del T.O. indiano e di Viaggigiovani.it, organizzatori del viaggio. Il visto turistico indiano, valido per 60 giorni e ingresso doppio, costa 50$ e può essere pagato solamente con carta di credito. Al termine si riceverà una mail di conferma da stampare e portare con sé in India, poi richiesta in aeroporto all’arrivo.

IMPORTANTE
  • Preghiamo di non procedere in alcun modo alla richiesta del visto prima di nostre ulteriori istruzioni.
  • Il costo per la richiesta del visto tramite Viaggigiovani.it è di 65.
In India non è richiesta alcuna vaccinazione. Consigliamo di consultare comunque il proprio medico e l'Ufficio di Igiene del vostro Comune. Occorre sempre attenersi ad alcune indicazioni preventive nonché mantenere una corretta igiene personale. Il primo consiglio è quello di non bere acqua se non imbottigliata, meglio ancora se addizionata di anidride carbonica (accertandosi sempre della effettiva chiusura del tappo) ed evitare di consumare verdure crude e frutta non sbucciata.
È da considerarsi zona a rischio e da evitare la regione del Jammu per i pericoli connessi alla situazione di tensione politica. La sola regione dell'estremo nord che può essere visitata in condizioni di sicurezza è il Ladakh, raggiungibile per via aerea o per via terrestre da Manali (da evitare assolutamente la via terrestre da Srinagar. Il resto del Paese presenta condizioni di sicurezza accettabili.
È preferibile evitare di viaggiare di notte in auto ed in autobus su strade extraurbane, in ragione dell'elevato rischio di incidenti automobilistici. Per gli spostamenti a medio e lungo raggio è meglio ricorrere al treno o all'aereo. Occorre inoltre adottare un comportamento adeguato per evitare di offendere le credenze religiose, le tradizioni ed i costumi locali, che variano da zona a zona.
In India i fattori climatici sono così alterni e svariati che è impossibile scegliere un periodo migliore di altri per il viaggio, ma in buona parte del paese, i mesi più piacevoli sono quelli che vanno da ottobre a marzo. Nell'estremo sud i monsoni fanno sì che, tendenzialmente, il periodo migliore vada da gennaio a settembre, mentre il Sikkim e l'India nord-orientale sono più appetibili da marzo ad agosto e il Kashmir e le regioni montagnose dell'Himachal Pradesh sono più praticabili tra maggio e settembre. I deserti del Rajasthan e la regione himalayana nord-occidentale offrono il meglio di sé nella stagione dei monsoni. La stagione del trekking nell'Himalaya indiano dura pressappoco da aprile a novembre, anche se varia molto a seconda del percorso, dell'altitudine e della regione. Le date delle feste particolari che possono aiutarvi a scegliere il periodo del viaggio sono elencate nel paragrafo 'Festività'.
La differenza oraria rispetto all'Italia è di + 4 ore e 30 minuti. Se invece in Italia è in vigore l'ora legale sincronizzata sul meridiano di Greenwich, la differenza è di 3 ore e 30 minuti.
L'India conta 23 lingue ufficiali. L'hindi è parlato prevalentemente nelle regioni del nord. Negli stati del sud si parlano le lingue locali. In tutte le metropoli e le grandi città si parla l'inglese.
L'unità monetaria ufficiale in India è la rupia indiana (INR). Vi sono banconote da 5, 10, 20, 50, 100 rupie e monete da 1, 2 e 5 rupie. La valuta più facilmente convertibile è l'Euro ma viene normalmente accettato anche il Dollaro americano. È consigliabile cambiare il denaro presso gli alberghi dove viene applicata una commissione o presso le banche e gli uffici di exchange nelle principali città indiane.

Le carte di credito sono accettate nei negozi, negli alberghi e nei centri di maggior interesse turistico.

Consigliamo di utilizzare il Bancomat per prelevare i contanti dagli sportelli automatici (contattare la vs Banca e chiedere se la vs carta sia abilitata per i paesi extraeuropei).
  • Una tazza di tè = 5 INR
  • Una bottiglia di birra = 40 INR
  • Un pasto street-food = 40-60 INR
  • Una cena a buffet in un ristorante = 800-1500 INR
Il voltaggio è di 230 V e la frequenza a 50 Hz. Anche se a volte si trovano prese simili, è necessario portare un adattatore universale. Non funzionano le spine con la presa terra (spinotto centrale).
Per chiamare l'Italia bisogna comporre lo 0039, seguito da prefisso della città italiana con lo zero iniziale e infine il numero dell'abbonato. In tutte le città indiane esistono telefoni pubblici (chiamati STD e ISD) con operatore, conta scatti e pagamento in contanti. Le schede telefoniche per i telefoni pubblici non sono utilizzate. Un minuto di conversazione dall'India all'Italia costa circa 40 rupie (meno di 1 euro). Telefonare dagli alberghi può costare invece fino a 4 o 5 volte di più. Per telefonare dall'Italia in India bisogna selezionare lo 0091 seguito dal prefisso della città (New Delhi 11, Mumbai 22, Kolkata 33) e comporre il numero dell'abbonato.
Su tutto il territorio nazionale i cellulari funzionano regolarmente. La copertura non è totale nelle regioni desertiche e nelle valli himalayane più remote.

Nelle città principali e nei centri più importanti troverete la connessione wi-fi e internet caffè senza problemi. Nelle piccole città, nelle aree isolate e nei villaggi rurali la copertura potrebbe essere peggiore o potrete non avere nessun accesso.
I negozi sono aperti da lunedì a sabato dalle 10:30 alle 20:00.
Le banche sono aperte da lunedì a sabato dalle 10:00 alle 14:00.
In India è buona norma lasciare mance di servizio negli alberghi, nei ristoranti, alle guide e agli autisti che seguono il vostro viaggio. Per una mancia per un normale servizio in camera o facchinaggio consigliamo 50-100 Rupie. Per il servizio di un giorno di una guida locale (a patto che siate soddisfatti) consigliamo circa 6-8 euro (ca. 600 rupie). Stesso trattamento per un autista.
Non è consigliabile bere acqua dal rubinetto in India. L’acqua imbottigliata è la scelta migliore, vi consigliamo di utilizzare una borraccia o una bottiglia d’acqua riutilizzabile piuttosto che acquistare acqua in bottiglia (per ragioni ambientali). Evitate di mettere ghiaccio nelle bevande e sbucciate sempre la frutta prima di mangiarla.
In India c’è una grande diversità di credenze e pratiche culturali, da quelle moderne a quelle più antiche (in India è nata, tra le altre, l’antica fede vedica). Ad oggi sono presenti diverse religioni: la maggioranza della popolazione pratica l’induismo, poi ci sono l’islam, il cristianesimo, la religione sikh, il buddhismo e il giainismo. Oltre a queste ci sono anche numerose altre tradizioni di origini tribali minori come quella Santal, il sanamahismo, quelle Adivasi e numerose forme di animismo.
Anche in India le festività si distinguono in laiche e religiose ma anche per area regionale.

Le festività laiche, celebrate in tutto il paese, sono la festa della Repubblica (26 gennaio), la Festa dell’Indipendenza (15 agosto) e il compleanno di Gandhi (2 Ottobre).
Le festività induiste sono: Milad-Un-Nabi o nascita del profeta (26 gennaio), l’Holi festival conosciuto anche come festival dei colori (6 marzo), Ram Navami e Mahavir Jayanti (8 e 13 aprile), Buddha Purnima o compleanno di Buddha (25 maggio), Krishna Janamashtami (18 agosto), l’Eil al-Adha o festa del Sacrificio (15 ottobre), Deepavali o Diwali, detto anche festival della luce (3 novembre).
Le feste islamiche sono l’Id-ul Fitr o fine del Ramadan (8 agosto), il Muharram o Capodanno islamico (4 novembre), il Guru Nanak Jayanti (6 novembre) mentre quelle cristiane sono: Capodanno (1 gennaio), Venerdì Santo e Pasqua (tra marzo e aprile), Natale e Boxing Day (25 e 26 dicembre).

Ricordiamo che le festività religiose in India seguono il calendario nazionale indiano (chiamato anche calendario Saka) quindi i giorni delle festività cambiano ogni anno, quindi vi consigliamo di aggiornarvi in base al calendario corrente.
Ambasciata d'Italia a NEW DELHI
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New Delhi - Chanakyapuri
New Delhi 110021
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Mumbai 400 026
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LETTURE E FILM SULL'INDIA

LIBROAUTORE
Viaggio in India Rudyard Kipling
L'odore dell'India-Passeggiatina ad Ajanta-Lettera da Benares P. Paolo Pasolini
Un'idea dell'India Alberto Moravia
Il mio credo, il mio pensiero Mohandas Gandhi
L'India, l'elefante e me Giancarlo de Cataldo
India segreta. Diciotto racconti indiani L. Holmström
Shantaram Gregory D. Roberts
Il dio delle piccole cose Arundhati Roy
La Tigre bianca Aravind Adiga
Cuccette per signora Anita Nair
Quando arrivano le cavallette Arundhati Roy
Il modo di vivere dei brahmani Sant’Ambrogio
Le genti dell'India e i brahmani Pseudo Palladio
Un indovino mi disse Tiziano Terzani
Gange Mackenzie Simon P. M.
FILMREGISTA
Matrimoni e pregiudizi Gurinder Chadha
Il mio nome è Khan Karan Johar
La città della gioia Roland Joffé
Salaam Bombay! Mira Nair
Uttara Buddhadev Dasgupta
Gangor Italo Spinelli
Fire Deepa Mehta
Passaggio in India David Lean
La sposa dell’imperatore Jodhaa Akbar
Viaggio in India Shaere Zobale-ha
The Millionaire Danny Boyle

 

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