Difficoltà
Quote tra i 4-5000 m
Camerate alle lagune
Partecipanti Minimo 8 massimo 12
Su richiesta individuali
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Viaggigiovani
altipiani andini - highlights
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BUENOS
AIRES
Buenos Aires... città perduta in lontane contrade
australi, terra del tango, città
dal passato glorioso, porto che ha visto approdare navi
cariche di immigranti venuti da tutta Europa. Buenos Aires
affascina, e da una metropoli dalle mille sfaccettature,
non si sa cosa aspettarsi. Un europeo che scopra per la
prima volta Buenos Aires non si sentirà troppo spaesato...
e non è un caso. I portenos, gli abitanti
di Buenos Aires, discendono dagli spagnoli e in seguito
dagli italiani, che rappresentavano la maggioranza degli
immigrati sbarcati alla fine dell'800. Ma anche l'architettura
del centro di Buenos Aires è disseminata ai riferimenti
al Vecchi Continente: c'è un po' di Madrid sull'avenida
de Mayo, di Parigi nel quartiere chic di Recoleta,
o ancora di Napoli nel quartiere popolare di La
Boca. A tal punto che i portenos amano definirsi
europei a causa delle loro origini e di un passato prospero
e intellettualmente stimolante. Oggi Buenos Aires si è
trasformata in una metropoli a due velocità. I quartieri
di Recoleta, Palermo e Belgrano suscitano ancora un'impressione di benessere, ma la miseria
si ritrova a qualche chilometro dal cuore della capitale,
nelle case di lamiera delle villas miserias dove
si ammassano migliaia di diseredati. Buenos Aires, città
tentacolare, può apparire un'immensa massa di cemento
grigio... allora seguite i nostri consigli, percorretela
con il naso all'insù per non perdervi la bellezza
architettonica delle facciate e delle cupole. Prendete uno
dei numerosi autobus che attraversano la città. Non
andate a dormire alle 10 di sera, pensando che tanto non
ci sarà più nessuno per strada: la serata
non è nemmeno cominciata! Non esitate ad attaccare
bottone: i portenos sono curiosi, spontanei e generosi,
e sempre felici di discutere con gli stranieri. Ed anche
se in Argentina hanno la reputazione di essere presuntuosi
ed arroganti, gli abitanti della capitale si rivelano colti,
aperti ed espansivi. Danno importanza all'apparenza e adorano
guardare ed essere guardati. D'altronde le portenas sono famose per la loro leggendaria bellezza...
PENISOLA DI VALDÉS
Forse dipende dal microclima creato da una corrente
calda che arriva dal Brasile, o forse dall'impressionante
numero di animali: la sola cosa certa è che
un viaggio nella penisola di Valdés è
indimenticabile! È il solo luogo al mondo
dove gli elefanti marini raggiungono
i 6 metri di lunghezza e 3 t di peso. La penisola,
riserva naturale dichiarata Patrimonio universale
dell'umanità dall'UNESCO,
è un enorme braccio di terra nel mare; larga
97 km e lunga 63 km, è legata al continente
da un istmo di 35 km, da cui è possibile
vedere i due golfi che la bagnano, quello di San
José a nord e il Nuevo al sud. Deve il nome
al ministro della Marina che patrocinò la
spedizione culminata nella scoperta.
LA PATAGONIA
Delimitata a nord dal Rio Colorado e a
sud da Capo Horn, la superficie della Patagonia
è circa il doppio di quella dell'Italia. Praticamente
desertica, conta meno di un abitante per chilometro quadrato.
Una terra che affascina per i suoi spazi immensi, la varietà
dei suoi paesaggi mozzafiato, la bellezza delle sue riserve
naturali popolate da splendidi animali. La Patagonia rimane
forse una delle terre più suggestive al mondo. Come
non farsi catturare lo sguardo da un orizzonte che spazia
dalle pianure desertiche alla cordigliera delle Ande?
Come restare insensibili alla bellezza fiera di queste montagne
tempestate di laghi blu e ai tormenti di queste coste frastagliate?
"La Patagonia è la sola terra rimasta che sia
fatta per la mia immensa tristezza" scrisse il poeta
Blaise Cendrars. Noi faremo tappa ad El Calafete,
punto di base per l'esplorazione del Parco Nazionale dei
Ghiacciaio, inserito nel 1981 nel Patrimonio mondiale dell'UNESCO.
Il momento culminante sarà la visita del Perito
Moreno, uno dei ghiacciai più spettacolari
al mondo e uno dei pochi al mondo che continua a crescere.
TERRA DEL FUOCO
L'origine del nome "Terra del Fuoco" è
ancora misteriosa: la tesi più diffusa lo
attribuisce a Ferdinando Magellano. Nel 1520, quando
arrivò nell'estremo sud del continente americano,
l'esploratore vide i fuochi dei campi indios, e
da qui Terra di fumo, poi ribattezzata Terra del
Fuoco dal re Carlo V. Un'altra tesi invece sostiene
che la regione abbia preso il nome dal colore rosso
delle sue montagne. Lo stretto di Magellano
separa la Terra del Fuoco dal resto dell'America
del sud. Più che un'isola, è un vero
arcipelago, quasi disabitato e in gran parte ancora
vergine. Ushuaya è la capitale
della regione che comprende anche la parte
argentina dell'Antartide e qualche isola dell'Atlantico
del sud. La Terra del Fuoco è un luogo ideale
per fare passeggiate e trekking, per esplorare sentieri
non battuti, ammirare leoni marini,
cormorani, elefanti marini
in libertà... e molte altre cose ancora!
LE CASCATE DI IGUAÇU
Le cascate di Iguaçu, dichiarate dall'UNESCO
Patrimonio dell'Umanità nel 1984, sono senza
dubbio, con le cascate Vittoria, tra le più
belle al mondo. Iguaçu, nella lingua degli
indios Guaranti, significa "acqua
grande". Il termine è appropriato, visto
che si tratta di 275 cascate concentrate su un fronte
di 2,5 km nel bel mezzo di una lussureggiante vegetazione
tropicale. I differenti getti d'acqua, su vari livelli,
a volte sono sotto forma di sottili rivoli che sbucano
da una folta vegetazione, a volte in larghe e alte
cascate (72 metri di massima altezza!). il rumore
delle cascate si può sentire nel raggio di
diversi chilometri.
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